La Cina è un po' più vicina. Dopo Biden, anche la vice Harris incontra Xi Jinping

Dal forum APEC di Bangkok anche una smussata e imbarazzata critica della guerra in Ucraina
Dal forum APEC di Bangkok anche una smussata e imbarazzata critica della guerra in Ucraina Diritti d'autore HAIYUN JIANG/AFP
Di Euronews
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Dopo Biden, anche la vice Kamala Harris incontra il presidente Xi Jinping. Washington tenta la riconquista di fiducia e mercato nella regione indo-pacifica. Dal vertice APEC di Bangkok anche una smussata condanna della guerra in Ucraina

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USA-Cina: "Rivali sì, ma è imperativo mantenere il dialogo"

La Cina è un po' più vicina. Dopo Biden, a intrattenersi brevemente con Xi Jinping al vertice APEC di Bangkok, è stata anche la vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris. Più che una vera riduzione delle distanze, di scena al forum della cooperazione economica Asia-Pacifico è stata la real-politik delle due massime potenze mondiali: imperativo, soprattutto in tempi di rinnovate tensioni geopolitiche, riaprire un canale di comunicazione tra Pechino e Washington. 

Guerra in Ucraina: il forum critica, ma con imbarazzo

Seppur diluita da numerosi distinguo, dalla due giorni a cui ha partecipato anche la Russia, è inoltre emersa una dichiarazione critica nei confronti della guerra in Ucraina: "Questione che non compete a noi risolvere - il succo dell'accordo - ma che può avere ripercussioni importanti sull'economia mondiale". E, vista la natura del forum, proprio l'economia è stata al centro di dibattiti e dichiarazioni: "Priorità -ha ribadito il premier tailendese, padrone di casa, è accelerare con il libero scambio nella regione Pacifica".

La partita di Washington sullo scacchiere Pacifico

Cruciale, nelle intenzioni dell'amministrazione Biden, è in proposito recuperare il terreno perso sotto Donald Trump proprio in questo scacchiere. Ad allarmare molti partner asiatici era allora stato soprattutto il ritiro degli Stati Uniti dal Partnerariato Transpacifico, pilastro dell'apertura all'Asia firmata Barack Obama. Altra difficile partita per Washington è poi quella che si gioca sul tavolo della soft-power: la risalita cioè nel borsino di un'influenza regionale, in cui grazie la Cina la fa ormai da padrone.

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