This content is not available in your region

Dati Inps: record di assunzioni "incentivate" a tempo indeterminato, al top dal 2015

Access to the comments Commenti
Di Redazione italiana Euronews - Ansa
Un cantiere edile a Roma.
Un cantiere edile a Roma.   -   Diritti d'autore  Gregorio Borgia/AP   -  

Record di assunzioni "incentivate" a tempo indeterminato.

Secondo i dati dell'Osservatorio sul Precariato dell'INPS, la Previdenza italiana, riferiti a gennaio-agosto 2022, la crescita dei contratti a tempo indeterminato non è mai stata così alta dal 2015 ad oggi: 937.352 nuovi assunti, +31% rispetto al 2021.

Le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nei primi otto mesi 2022 sono state 5.466.819, con un aumento del +19% rispetto allo stesso periodo del 2021. 

Le cessazioni nei primi otto mesi sono state 4.571.000, in aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+28%) per tutte le tipologie contrattuali. Ad agosto 2022 si registra un saldo annualizzato dei contratti positivo e pari a 569.000 posizioni di lavoro.

Le trasformazioni da tempo determinato  sono risultate 489.000, in fortissimo incremento rispetto allo stesso periodo del 2021 (+65%). Nello stesso periodo, le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo - pari a 77.000 - risultano essere aumentate del 9% rispetto all'anno precedente.
Nei primi otto mesi del 2022 l'insieme delle variazioni contrattuali a tempo indeterminato (da rapporti a termine e da apprendistato) ha raggiunto il livello massimo degli ultimi dieci anni, superando anche il precedente livello elevato registrato nel 2019. 

Significativo è anche l’aumento delle diverse tipologie di contratti a termine: +28% intermittenti, +20% apprendistato, +19% a tempo determinato, +12% stagionali, +7% somministrati (lavoratori "procurati" dalle agenzie interinali). 
I contratti intermittenti, a tempo determinato o indeterminato, sono un tipo di un contratto mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo o intermittente, secondo le esigenze aziendali.

In relazione al saldo annualizzato fra contratti attivati e contratti cessati, il contributo alla crescita dei rapporti a tempo indeterminato, continuamente crescente dalla fine del 2021, risulta pari a +281.000 unità. 

Per i contratti a tempo determinato il saldo risulta pari a +166.000 unità. Positivo risulta il trend anche per gli altri contratti: +15.000 apprendisti, +44.000 stagionali, +3.000 somministrati e +60.000 intermittenti.

Per l'insieme dei contratti a termine, dopo la forte spinta dovuta al recupero delle perdite causate dalla pandemia, si registra - a partire da maggio 2022 - un trend che, seppur positivo, è chiaramente decrescente.