L'oscuro accordo fra Vaticano e Pechino

Chiesa in Cina
Chiesa in Cina Diritti d'autore AP Photo
Di Paolo Alberto Valenti
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Mentre gli occhi del mondo sono polarizzati sulla guerra in Ucraina l'oscuro accordo fra Vaticano e Cina è stato rinnovato, tuttavia la sofferenza dei cattolici cinesi è sempre la stessa

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La Santa Sede ha rinnovato nei giorni scorsi l’accordo con la Cina sulla nomina dei vescovi. La suspence è permanente nel clero cattolico operante in terra di Cina con le norme volute da Pechino e percepite in Occidente come una profonda riduzione delle prerogative della Chiesa cattolica nella Cina comunista. La diffidenza di Pechino verso una possibile grande espansione del cattolicesimo potrebbe essere un elemento discriminante permanente ma sono tanti gli aspetti poco chiari. In generale la Chiesa cattolica non è mai piaciuta a nessuna forte dittatura. Il pensiero cristiano, la forza della fede hanno sempre suscitato la diffidenza dei potenti del pianeta.

Le parole del Segretario di Stato Parolin

In particolare, sulla presenza di soli sei vescovi in Cina il segretario di Stato, cardinal Pietro Parolin, ha spiegato così alla testata cattolica web Vatican News : "Sono le prime, mentre altre procedure sono in corso. Nello stesso tempo, siamo consapevoli che ci sono ancora numerose diocesi vacanti e altre che hanno vescovi molto anziani. Ci sono anche diocesi nelle quali il cammino verso la riconciliazione, tanto auspicato da Papa Francesco, segna il passo. Infine, ci sono diocesi nelle quali, malgrado gli sforzi e la buona volontà, non si riesce ad avere un proficuo dialogo con le autorità locali. Noi speriamo vivamente che nel prossimo biennio si possa continuare ad individuare, secondo la procedura stabilita, buoni candidati all’episcopato per la Chiesa che è in Cina. Ovviamente, non ci nascondiamo le non poche difficoltà che toccano la vita concreta delle comunità cattoliche, sulle quali poniamo la nostra massima attenzione, e per la cui buona soluzione sono necessari nuovi passi in avanti in un rapporto di collaborazione che ha molteplici protagonisti: la Santa Sede, le autorità centrali, i vescovi con le loro comunità, le autorità locali".

False dichiarazioni

Alcuni considerano dolorosa la vicenda della registrazione civile per i membri della chiesa ufficiale e per presbiteri e vescovi appartenenti alle comunità non registrate (definite anche sotterranee) che desiderano uscire dalla "clandestinità". Senza la registrazione sono impossibili le attività pastorali alla luce del giorno. Il governo di Xi Jinping ha deciso di richiedere tale registrazione alle persone (e non solo ai luoghi di culto, come in precedenza) dopo la firma degli accordi. Il testo parla inoltre di indipendenza della Chiesa cattolica in Cina. Vescovi e presbiteri sono messi sotto pressione dalle autorità con l’affermazione, (falsa) che l’Accordo segreto con la Santa Sede incoraggi tale registrazione. I cattolici cinesi sono di fatto presi tra i due fuochi: da una parte gli accordi restano segreti, il Vaticano non li svela e i religiosi cinesi non hanno strumento alcuno per rigettare la versione dei funzionari dello Stato cinse che possono agire anche senza farsi troppi scrupoli.

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