Regno Unito nel caos, il dopo Truss può aprire le porte a un Johnson2?

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Di euronews con Anna Lisa Rapanà di Ansa
La premier dimissionaria Truss
La premier dimissionaria Truss   -   Diritti d'autore  DANIEL LEAL/AFP

"Come Cincinnato ritornerò al mio aratro", aveva detto Boris Johnson lasciando Downing Street lo

scorso 6 settembre. E citando il personaggio dell'antica Roma, fece subito pensare alla promessa di un ritorno in politica.

Adesso, dopo le dimissioni di Liz Truss, quella citazione assume anche i contorni di una preveggenza, mentre si apre nuovamente la corsa alla leadership Tory. Da più parti si indica Rishi Sunak, cancelliere dello Scacchiere di BoJo, come candidato naturale alla successione di Truss: era risultato secondo alla

competizione elettorale del partito Conservatore consumatasi in estate. Ma il gran ritorno di Boris incombe, tanto che il Times per primo, seguito a ruota dal ben informato Daily Telegraph, poco dopo il breve discorso d'addio di Truss sull'uscio di Downing Street citavano già fonti vicine all'ex premier sulla possibilità: "Sta facendo dei sondaggi, ma pare che creda si tratti di una questione di interesse nazionale".

Le regole del Comitato 1922

Intanto il 'Comitato 1922' ha fissato le regole per la nuova elezione del leader del partito, stabilendo che a candidarsi potranno essere solo in tre. Che per poterlo fare ciascuno dovrà avere il sostegno di almeno 100 deputati su un totale di circa 350 e che i nomi potranno essere presentati fino alle 14 di lunedì. E in mancanza di conferme ufficiali la lista dei nomi al momento la stilano media e sondaggi.

Il ritorno di BoJo?

Da un rilevamento Yougov diffuso lo scorso 18 ottobre, soltanto due giorni prima delle dimissioni di Truss quindi, Johnson risultava essere in testa con il 32% delle preferenze per la sostituzione di Truss, considerata 'eventuale' al momento del sondaggio. A seguire, ma staccato al 23%, l'ex cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak, poi il ministro della Difesa Ben Wallace al 10%, quindi Penny Mordaunt al 9% (che dal voto in estate emerse terza), Kemi Badenoch all'8% e Jeremy Hunt al 7%.

Quest'ultimo - conservatore moderato chiamato al numero 11 di Downing Street dopo le dimissioni del cancelliere Kwarteg ma nella sostanza con una sorta di ruolo da commissario del governo Truss ormai moribondo - per ora si è sfilato, affermando di non volersi candidare alla leadership Tory. Mentre Mordaunt "stavalutando". Wallace - rispettato ministro della Difesa - nell'ultima corsa per la leadership era rimasto neutrale fino alla fine, prima di confermare il suo sostegno a Truss. E chi fa il suo nome lo considera papabile in quanto capace di ripristinare l'unità nel partito. Pragmatismo e unità sarebbero le parole chiave anche per un'eventuale candidatura dell'attuale ministro della Giustizia Brandon Lewis, e in nome di queste sarebbe stato già incoraggiato a candidarsi. Alla lista si aggiunge infine l'ex ministra dell'Interno Suella Braverman, ultima dimissionaria del governo Truss che nelle sue 'scuse-motivazioni' aveva anche criticato l'operato del governo.

Si attendono quindi conferme. Per il momento gli unici ad esprimersi con chiarezza sono i bookmaker, che puntano su Rishi Sunak. È il superfavorito, dato per 11/10. Segue Penny Mordaunt per 7/2 e Ben Wallace 8/1. Ma Johnson avrebbe deciso di interrompere le sue vacanze nella Repubblica Dominicana e starebbe facendo ritorno a Londra, secondo il Sun. Pronto a sovvertire i pronostici.

Le reazioni internazionali

La notizia delle dimissioni di Liz Truss rischia anche di incidere sugli equilibri interni del regno e gettare ulteriore incertezza nello scenario internazionale.

Sempre "triste vedere un collega andarsene", ha detto il presidente francese Emmanuel Macron ieri a Bruxelles, convenendo però che l'aspetto più importante è che la Gran Bretagna ritrovi presto la stabilità politica.

Opinione condivisa dal Primo Ministro irlandese Micheál Martin:

"Il Regno Unito è fra i nostri maggiori partner commerciali e non solo - ha dichiarato  - Credo che la stabilità sia molto importante e vorremmo che il sistema britannico, nei limiti delle sue capacità, fosse in grado di scegliere un successore il più rapidamente possibile".

Alla Casa Bianca, i giornalisti hanno chiesto al Presidente degli Stati Uniti Joe Biden se Truss avesse preso la decisione giusta. Biden ha evitato di esporsi rispetto agli affari interni del Regno Unito, dichiarando però di sentirsi tranquillo per le ricadute economiche sugli Stati Uniti.

La premier scozzese, che aspira a un nuovo referendum per l'indipendenza, ha chiesto le elezioni anticipate.