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Nord Stream, ne discuterà il Consiglio di Sicurezza dell'ONU

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Di euronews
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L'incidente al gasdotto Nord Stream prende i contorni del giallo. Tutti ormai parlano di un atto deliberato di sabotaggio, attribuendolo alle rispettive controparti. Per gli esperti le esplosioni registrate lunedi mattina potrebbero derivare da un intervento umano, mentre in termini politici non ci sarebbero dubbi sul loro legame con il conflitto in Ucraina.

I danni sono stati localizzati in tre punti delle condutture delle due reti Nord Stream, delle quali sono la prima era operativa. Secondo quanto affermano media tedeschi, entrambe le condutture potrebbero diventare definitivamente inutilizzabili.

La premier danese già poche ore dopo la scoperta della perdita di pressione ha escluso l'ipitesi dell'incidente, e lo stesso ha fatto il governo svedese. Sia Copenhagen che Stoccolma tuttavia, non hanno letto l'accaduto come una aggressione contro il loro territorio.

Anche Bruxelles parla di atto di sabotaggio contro le infrastrutture energetiche europee, e pur senza accusare direttamente la Russia dirige i sospetti in quella direzione, ottenendo immediatamente una smentita da parte del portavoce del Cremlino Peskov, che ha liquidato tali sospetti come "stupidi e assurdi".

Mosca ha chiesto la convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, e ha ricordato che il presidente Biden, a febbraio, aveva detto che se la Russia fosse entrata in Ucraina il Nord Stream 2 sarebbe stato cancellato. Il Cremlino sottolinea come da questa situazione chi ci guadagna economicamente di più sono le compagnie energetiche statunitensi.

Intanto la Norvegia, che sta esportando verso l'UE quantità record di gas e petrolio, ha intensificato la sorveglianza delle sue infrastrutture energetiche, d'improvviso entrate a far parte di un conflitto che si avvia a diventare meno convenzionale di quanto non sia stato finora.