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La folla insorge in Ecuador contro un femminicidio di "Stato"

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Di euronews
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Proteste
Proteste   -   Diritti d'autore  a Quito

Rabbia e dolore a Quito capitale dell'Ecuador, dopo il ritrovamento del corpo della giovane avvocatessa María Belén Bernal che era scomparsa da dieci giorni. L'ultima volta era stata vista all'interno di una scuola di polizia dove il marito lavorava come istruttore. Il tenente Germán Cáceres è quindi il principale sospettato e si è reso irreperibile. In migliaia sono scesi in piazza per reclamare giustizia questo anche perché il flagello dei femminicidi colpisce duramente in buona parte dell'America Latina. "Non è stata trovata morta. Il tenente Cáceres ha ucciso MaríaBelén. All'interno della caserma, all'interno della scuola di polizia, Maria Belén ha chiesto aiuto e nessuno ha fatto nulla. Nessuno ha fatto nulla" sostiene una manifestante.

Le scuse di stato

Il ministero dell'Interno ha chiesto scusa alla famiglia della vittima e alla società ecuadoriana. "Il governo nazionale, il ministero dell'Interno chiede scusa alla società ecuadoriana, in particolare alla famiglia, e offre pubbliche scuse alla famiglia di María Belén Bernal, in particolare a sua madre, Elizabeth Otavalo, e suo nipote Isaac. Alle donne, alla società ecuadoriana, perché questo fatto riprovevole ci fa vergognare e arreca profondo dolore" ha deto in conferenza stampa Patricio Carrillo, Ministro dell'Interno dell'Ecuador. 

I resti di María Belén Bernal sono stati trovati sulla collina di Casitagua, molto vicino all'ubicazione della scuola di polizia dalla quale probabilmente la donna è uscita già morta. Il governo dell'Ecuador ha offerto 20.000 dollari a chiunque fornisca informazioni che consentano di trovare il luogo in cui si trova suo marito, il tenente Cáceres.