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Berlusconi: sfida per il senato, il ritorno del Caimano

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Di Gioia Salvatori
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Silvio Berlusconi mentre esce dall'ospedale (Gennaio 2022)
Silvio Berlusconi mentre esce dall'ospedale (Gennaio 2022)   -   Diritti d'autore  PIERO CRUCIATTI/AFP or licensors

Era il 1994, l'anno della discesa in campo, quello in cui in Italia, in politica, tutto cambiò. 

Oggi, 28 anni dopo, Silvio Berlusconi è ancora in pista. Se un tempo prometteva un milione di posti di lavoro oggi promette un milione di alberi da piantare all'anno, sbarca su tik tok dove tra i politici, per followers, è secondo solo a Matteo Salvini e in campagna elettorale manda un cartonato. 

D'altronde le primavere vissute sono 85 e l'inverno non è stato facile: il covid-19 su un corpo già provato, ha lasciato strascichi: inusuale, a gennaio, la vista di Berlusconi provato, mascherina e cappello a falde larghe, all'uscita dell'ospedale San Raffaele accompagnato da Marta Fascina, parlamentare di Forza Italia e compagna di vita. Ma con la primavera tutto cambia: con Fascina Berlusconi celebrerà un quasi matrimonio, niente firme né pubblicazioni, ma 'il Caimano' c'è, è tornato, e vuole farlo sapere. Oggi in campagna elettorale sorveglia i suoi "figli": Giorgia Meloni che giovanissima nominò ministro e Matteo Salvini di cui non ama gli eccessi ma a cui dispensa consigli.

Aspira alla presidenza del senato, si dice, non potendo più ambire a quella della Repubblica per età, contesto e storia personale. C'è chi non dimentica, infatti, gli anni di Berlusconi a palazzo Chigi: 4 volte presidente dal '94 al 2011: le gaffe internazionali, le leggi ad personam, gli attacchi alle toghe rosse. I problemi con la giustizia, soprattutto: 8 volte prescitto, condannato a 4 anni nel processo mediaset, attualmente imputato per induzione a rendere false dichiarazioni all'autorità giudiziaria nel processo escort. 

Proprio le dubbie frequentazioni femminili negli ultimi anni da presidente del consiglio diedero il colpo di grazia a una figura da molti ritenuta incapace di governare un Paese coi conti fuori controllo. Così nel 2011 arrivò Mario Monti e l'opposizione celebrò, sbagliando, la fine del 'Caimano'.