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Regno Unito, quali scenari si aprono dopo le dimissioni di Boris Johnson

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Di Euronews
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Il giorno dopo
Il giorno dopo   -   Diritti d'autore  JUSTIN TALLIS/AFP or licensors

Downing Street non cambia ancora inquilino.
Dopo aver rassegnato le dimissioni nelle scorse ore, Boris Johnson resterà, ma solo come premier ad interim fino a quando non verrà eletto un successore al vertice del partito di maggioranza. 

L'iter elettorale interno dovrebbe essere completato entro ottobre con il passaggio di consegne anche alla testa del governo.

Le reazioni dei cittadini

Un percorso (dimissioni e nuovo premier scelto in seno al partito conservatore) che esclude il ricorso all'elettorato e che non è particolarmente gradito ai cittadini

Marek Pytel, che risiede a Brixton, a sud di Londra, esprime tutto il suo disagio per la crisi politica: "Il popolo britannico non vuole che la sua intelligenza venga insultata all'infinito, giorno dopo giorno, con scuse ridicole e storie, che non significano nulla - dice - Prima Johnson se ne va, meglio è".

"Ovviamente i Tories stanno tutti manovrando per vedere chi lo sostituirà e questo è piuttosto divertente - aggiunge un'altra cittadina - Preferirei le elezioni generali, davvero. Sì, preferirei le elezioni generali e sbarazzarmi completamente di loro".

Ue e Ucraina, quali prospettive

Si profila un periodo delicato per la politica britannica, con un premier in uscita e molte questioni importanti sul tavolo: dall'Ucraina, che ha ricevuto un forte sostegno da Johnson, ai controversi rapporti con l'Europa dopo la Brexit.

John Kampfner del think tank per gli affari internazionali Chatham House sostiene che, sebbene l'imminente partenza di Boris Johnson  possa ridurre le tensioni post-Brexit, l'Ue continuerà a diffidare.
Le dimissioni del premier potrebbero infatti portare alla nomina di un successore altrettanto duro sugli affari europei.
Secondo Kampfner, è probabile che il forte sostegno all'Ucraina continui, a prescindere da chi vincerà la corsa per la sua sostituzione.

Ordinaria amministrazione

Intanto Johnson ha concordato con il consiglio dei ministri che il suo mandato si limiterà all'ordinaria amministrazione e agli affari correnti, lasciando ogni eventuale nuovo progetto a chi verrà dopo. 

Per la transizione sono stati designati una decina di viceministri - fra nuove nomine e dimissioni rientrate - per completare la ricostituzione della compagine e renderla di nuovo funzionale dopo la raffica di defezioni idegli ultimi giorni.