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Si apre il summit di Madrid: la NATO pronta a trasformarsi

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Di Gianluca Martucci
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Il Segretario della Nato Jens Stoltenberg con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il primo ministro finlandese Pekka Haavisto
Il Segretario della Nato Jens Stoltenberg con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il primo ministro finlandese Pekka Haavisto   -   Diritti d'autore  Bernat Armangue/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

La cena di gala ospitata dai reali di Spagna che martedì sera ha chiuso la giornata inaugurale del summit Nato di Madrid, si è svolta nell'ottimismo generale dopo che la Turchia ha tolto il veto sull'adesione di Finlandia e Svezia. I due Paesi scandinavi saranno ora invitati a diventare formalmente partner dell'alleanza militare.

Il Segretario della NatoJens Stoltenberg ha parlato di un buon inizio, ma anche del lavoro che c'è da fare nei prossimi giorni a partire dall'approvazione del piano che aumenterà il numero delle truppe di allerta rapida dalle 40 mila attualmente disponibili alle 300 mila entro il 2030.

"Adotteremo un nuovo concetto strategico: il Madrid strategic concept". Sarà lo schema che la Nato userà per agire in un mondo diventato più pericoloso e imprevedibile. Troveremo l'accordo per un assetto più incentrato sulla deterrenza e la difesa, caratterizzato da più forze di allerta rapida, da una difesa aerea più avanzata e da una migliore preparazione nell'equipaggiamento", ha affermato Stoltenberg in una conferenza stampa. Nel documento la Russia sarà indicata come “la minaccia più significativa e diretta alla sicurezza dell'Alleanza atlantica” e si citerà la Cina per la prima volta “come una delle sfide future della Nato". 

"Discuteremo di un pacchetto di assistenza comprensivo per l'Ucraina riaffermando il diritto del Paese ad autodifendersi, è importante essere sempre pronti a fornire supporto, visto la brutalità che l'Ucraina subisce e che noi non vedevamo dalla Seconda guerra mondiale", ha continuato il numero uno dell'alleanza. I 30 partner potrebbero impegnarsi a supportare Kiev nel campo delle comunicazioni sicure, dei sistime antidroni e del carburante, aiutando il Paese ad abbandonare l'equipaggiamento militare di epoca sovietica. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parteciperà in videoconferenza. 

Il passo indietro della Turchia sull'adesione di Svezia e Finlandia porterà il numero dei partner Nato nel mar Baltico a sette. Ankara ha ricevuto da Stoccolma e Helsinky la garanzia di non funzionare più come rifugio per gli attivisti curdi che la Turchia definisce terroristi. Gli analisti sostengono tuttavia che la svolta attirerà le ire del Cremlino, che percepirà la Nato come un'alleanza ancora più minacciosa di prima.