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Mario l'africano. L'Unione Europea e il continente nero

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Di Alberto De Filippis
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L'embargo al petrolio russo ha confiscato i titoli dei giornali, ma ci sono stati anche altri temi che hanno tenuto banco nella due giorni di Bruxelles.

In conferenza stampa, in mezzo a mille domande inerenti la confusa situazione politica interna italiana, Mario Draghi ha ad esempio parlato di crisi alimentare e strategie dell'unione europea alla luce dell'invasione russa dell'Ucraina. Fra i ragionamenti del premier la necessità di ricostruire delle relazioni politiche con i paesi africani.

Così il premier italiano Mario Draghi: "Vincere la battaglia della sicurezza alimentare per l'Africa per quanto ci riguarda, è importante anche da un punto di vista strategico. Perché la tesi che viene diffusa è che l'eventuale carestia dipenda dalle sanzioni. Quando noi sappiamo che le sanzioni dipendono dalla guerra. Credo che molti di questi paesi (africani) non sono dalla parte dell'occidente. L'avete visto nelle votazioni delle Nazioni Unite. Gran partwe di loro si è astenuta. Ciò che l'alleanza vorrebbe fare è portarli dalla nostra parte. Il punto qui è questo. Se si perde la guerra sulla sicurezza alimentare non ci sarà mai nessuna speranza che questi paesi possano venire dalla parte dell'alleanza, perché si sentiranno traditi".

Considerazioni che se prese sottogamba potrebbero costare caro all'Unione Europea.