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Armi all'Ucraina, Mosca: "Gli Usa gettano benzina sul fuoco"

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Di Euronews
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Guerra in Ucraina
Guerra in Ucraina   -   Diritti d'autore  DIMITAR DILKOFF/AFP or licensors

Nessuna mediazione da parte degli Stati Uniti, ma - al contrario - una decisa scelta di campo.
Washington annuncia l'invio di sofisticati sistemi missilistici a lungo raggio in Ucraina con la condizione che Kiev non li usi in suolo russo. 

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha aspramente criticato la mossa del presidente Biden: "Crediamo che stiano volutamente e diligentemente versando benzina sul fuoco. Gli Stati Uniti ovviamente aderiscono alla linea di lotta contro la Russia fino all'ultimo. Tali consegne non contribuiscono al risveglio del desiderio da parte della leadership ucraina di riprendere i negoziati di pace. Pertanto, consideriamo questo, ovviamente, in maniera negativa".

L'annuncio di Berlino

Washington non è l'unica capitale occidentale ad accelerare le consegne di armi in Ucraina.
Bersaglio di molte critiche per la sua reazione lenta, Berlino ha fatto un annuncio qualitativo:

"Nelle prossime settimane, consegneremo anche più armi - ha dichiarato il Cancelliere Olaf Scholz - Ad esempio, il governo ha deciso di inviare il sistema Iris-T, il più moderno attualmente in possesso della Germania. Stiamo quindi consentendo all'Ucraina di proteggere un'intera grande città dai bombardamenti aerei russi".

La sorte di Severodonetsk

Le truppe di Mosca controllano già più della metà di Severodonetsk, la "capitale ucraina di Lugansk". 

Le forze russe "stanno consolidando le loro posizioni", ha detto il governatore regionale. Sergei Gaiaij.

Le truppe d'invasione stanno anche conducendo attacchi ai quartieri nord, sud e est, ha aggiunto il governatore, chiedendo agli abitanti di questa città, "distrutta al 90%", di rimanere nei rifugi e "preparare maschere per il viso imbevute di soda" dopo che un serbatoio di acido nitrico di una fabbrica chimica è stato colpito da un attacco russo.

I combattimenti impediscono l'evacuazione dei civili.

"Non c'è ormai nessuna possibilità di lasciare la città" ha dichiarato il governatore dopo la morte, lunedì scorso, in questa zona, del giornalista francese Frédéric Leclerc-Imhoff, che accompagnava un veicolo umanitario.

Le operazioni terrestri sono concentrate su un piccolo settore nella regione di Luhansk, rileva il Ministero della Difesa britannico, evocando combattimenti intensificati per le strade della città: " Più della metà della città è probabilmente occupata dalle forze russe e dai combattenti ceceni".
L'avanzata russa ha fugato gli ultimi dubbi delle potenze occidentali sull'opportunità di inviare altre armi all'Ucraina.