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Combattimenti più intensi a est dell'Ucraina, Mosca stringe sul Donbass

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Di Giulia Avataneo  & Anelise Borges
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Guerra in Ucraina
Guerra in Ucraina   -   Diritti d'autore  Francisco Seco/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

La guerra in Ucraina è entrata nel quarto mese con feroci combattimenti nella parte orientale del Paese. Le truppe ucraine hanno dovuto ritirarsi da diverse città del Donbass, tra cui Popasna, ma anche Liman e questo martedì Svitlodarstk.

Concentrazione di truppe a est

Questo mentre le truppe russe si coordinano per cercare di accerchiare la città di Severodonetsk, l'ultima grande città della provincia di Luhansk ancora sotto il controllo ucraino. Le autorità locali riferiscono che l'esercito di Mosca stia spostando uomini e armamenti nella regione per cercare di sfondare le linee di difesa ucraine.

Nella mattinata di mercoledì, le forze russe hanno colpito la stazione della località ucraina di Pokrovskoye a est in una operazione volta ad eliminare le truppe ucraine che vengono trasferite per rafforzare il Donbass.

Il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, ha intanto comunicato che il porto di Mariupol è stato sminato e ha "cominciato a operare in modalità regolare". Mariupol è una delle principali città portuali dell'Ucraina e una delle città più devastate dalla guerra. È attualmente controllata dalle truppe russe che hanno invaso l'Ucraina.

Zelensky: pronti a riprendere i negoziati

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che il fronte più insidioso è quello orientale. Ha aggiunto che l'Ucraina è pronta a riprendere i negoziati con la Russia e che è possibile trovare una soluzione diplomatica. Ma ha anche insistito sul fatto che un cessate il fuoco sarà possibile solo quando tutte le truppe russe lasceranno il Paese.

In un discorso al Paese il presidente ha reso omaggio a chi lo ha difeso per tre lunghi mesi di conflitto.

"La capacità del Paese di resistere alla Russia è stata una sorpresa e una fonte di ispirazione per il resto del mondo - ha dichiarato - Dobbiamo sempre ricordare che siamo sopravvissuti a questi tre mesi grazie all'impresa di decine di migliaia di persone che hanno difeso lo Stato. E a costo di decine di migliaia di vite  di uomini e donne ucraini uccisi dagli occupanti. Memoria eterna a tutti coloro che hanno dato la vita per l'Ucraina".

Gli ucraini non vogliono rinunce territoriali

Da un recente sondaggio è anche emerso come gli ucraini non siano pronti a compromettere la loro integrità territoriale per la pace. L'82% degli intervistati ha dichiarato di non essere pronto a veder scomparire nessuna parte dell'Ucraina.

Intanto anche gli altri Paesi dell'est Europa esprimono la loro preoccupazione. "Con Putin l'Europa ha giocato in difesa, ma serve un'offensiva, un atteggiamento deciso - ha detto il primo ministro slovacco Eduard Heger al Forum economico mondiale di Davos - La Slovacchia potrebbe essere il prossimo Paese, e non vogliamo che accada.

La crisi del grano

La Russia è pronta al dialogo con tutti i partner internazionali sulle forniture di grano dall'Ucraina, ha detto oggi il vice ministro degli Esteri, Andrey Rudenko, rispondendo ad un appello in questo senso lanciato dall'Occidente a Mosca.

La Russia, ha inoltre affermato Rudenko, è pronta a fornire un corridoio umanitario per le navi che trasportano prodotti alimentari fuori dall'Ucraina. Ma fonti europee replicano che servono "fatti concreti" e non impegni.

Con un via libera alla partenza delle navi cargo straniere, si libera lo spazio nei magazzini per accogliere i nuovi raccolti di grano in arrivo tra poche settimane per un quantitativo di stimato di 19,4 milioni di tonnellate, circa il 40% in meno rispetto ai 33 milioni di tonnellate previsti per questa stagione, secondo Coldiretti.

La cifra colloca comunque l'Ucraina al sesto posto tra gli esportatori mondiali di grano.

Cosa cambia per l'Italia

Ieri il primo treno merci con un carico di grano dall'Ucraina, arrivato in Lituania

attraverso la Polonia, ha inaugurato la possibilità del trasporto ferroviario dei cereali.

Un cambiamento importante anche per l'Italia che dall'Ucraina acquista il 2,7% delle importazioni di grano tenero per un totale di 122 milioni di chili, ma anche il 15% del mais per 785 milioni di chili. Russia e Ucraina rappresentano insieme circa il 28% delle forniture mondiali di grano che sono in parte bloccati per la chiusura dei porti sul Mar Nero che impediscono le esportazioni con un impatto drammatico su 36 Paesi che dipendono da Mosca e Kiev per oltre la metà delle importazioni di grano, come Libano, Siria, Yemen, Somalia and Repubblica democratica del Congo, secondo la Fao.