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La Festa del Lavoro non è una festa per i lavoratori

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Di Euronews
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Una delle manifestazioni in occasione del Primo maggio, a Marsiglia, in Francia
Una delle manifestazioni in occasione del Primo maggio, a Marsiglia, in Francia   -   Diritti d'autore  Daniel Cole/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Un Primo maggio da celebrare, ma certo non da festeggiare quello dei lavoratori italiani. Che sono sempre più sottopagati e precari, in un mondo del lavoro che continua a registrare consistenti disparità basate su sesso, età e provenienza.

Lavoratori sottopagati, giovani e donne penalizzati

Questo il quadro che emerge dall'ultimo rapporto Censis‒Ugl, "Tra nuove disuguaglianze e lavoro che cambia: quel che attende i lavoratori", presentato a Roma a pochi giorni dalla Giornata Internazionale del Lavoro. Il mercato italiano è sempre più ostico per giovani, donne, migranti e lavoratori meno qualificati. 

Nella percezione collettiva sono aumentate disparità e contraddizioni. Ma soprattutto, per il 64,3% dei lavoratori italiani, la propria retribuzione non è adeguata al costo della vita. Circa un quinto di loro, il 10,4%, è sottopagato. Tra ill 2010-2020 le retribuzioni lorde sono diminuite dell’8,3% e peggio dell’Italia hanno fatto solo Grecia (-16,1%) e Spagna (-8,6%).

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Per due terzi dei lavoratori intervistati la propria retribuzione non appare adeguata al costo della vitaCensis/Ugl

I giovani fino a 29 anni guadagnano il 40% in meno dei loro colleghi over 55, mentre le donne il 37% in meno dei maschi. Chi ha un contratto a tempo determinato, poi, riceve in media il 32% in meno di chi ne ha uno a tempo indeterminato. Profonde differenze anche su base territoriale: chi lavora nel Sud Italia guadagna il 28% in meno di chi risiede nel Nord-Ovest.

Le novità del mercato del lavoro, poi, non sempre sono positivie per i soggetti coinvolti. Negli anni è aumentato il part-time soprattutto quello non volontario. Il 19,8% dei lavoratori è impiegato a tempo parziale, rispetto al 15,8% del 2010. Molti di loro non lo fanno per scelta, ma per necessità: il 74,2% degli uomini e il 61,1% delle donne.

Un discorso simile si applica al lavoro da remoto. Al 52% del campione capita di svolgere attività lavorative a distanza. Una grande opportunità, ma che cela effetti collaterali, come il rischio dilatazione del tempo di lavoro, l'aumento di stress e pressioni e nuove forme di mobbing.

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La maggior parte dei lavoratori part time non ha scelto l'impiego parzialeCensis/Ugl

Un Primo maggio per la pace

La giornata, comunque, è stata segnata da manifestazioni, cortei e slogan in tutta Europa: come da tradizione, le celebrazioni per la Giornata internazionale dei lavoratori hanno segnato il Primo maggio in molti Paesi, dall'Italia alla Francia, fino alla Russia. 

La manifestazione nazionale italiana si è svolta ad Assisi, in piazza San Francesco: una scelta non casuale visto lo slogan di quest'anno, “al lavoro per la pace“ e la richiesta di uno sforzo diplomatico per fermare la guerra in Ucraina. La città umbra è infatti nota per il messaggio di pace e fratellanza del suo santo patrono.

In piazza c'erano i tre principali sindacati italiani, Cgil (Confederazione generale italiana del lavoro), Cisl (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) e Uil (Unione Italiana del Lavoro), con i rispettivi segretari generali, Maurizio Landini, Luigi Sbarra .

 Al centro della manifestazione i temi della pace, del lavoro e della crescita del Paese, dei salari e delle pensioni, della lotta alla precarietà e della sicurezza.Ma anche la richiesta di fermare la guerra, con un appello alla comunità internazionale e all'Onu per favorire il negoziato tra la Russia e l'Ucraina e ottenere il cessate il fuoco.

"Il messaggio di questo Primo maggio è innanzitutto che bisogna fermare questa guerra assurda voluta da Putin e impedire che diventi una guerra mondiale", ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra ha affrontato il tema della sicurezza sul lavoro, punto dolente nel in molti comparti lavorativi. "Sono oltre 1.300 le vittime ogni anno nelle nostre fabbriche, nei campi, sui cantieri. Non abbiamo più sangue da dare. Chiediamo al Governo di mettere in cima alle priorità un grande piano che azzeri questa conta vergognosa".

"Abbiamo incontrato il presidente Draghi che si era detto disponibile ad un confronto strutturato. Domani, però, se il Consiglio dei ministri approva il provvedimento da sei miliardi per famiglie, lavoratori e imprese e il governo non si confronta con le parti sociali, allora probabilmebte deve andare a fare un po' di ripetizioni sul metodo del dialogo sociale", le parole del segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, da Assisi: "Quello non è un confronto ma un'informativa, oserei dire che è una presa in giro".  

In piazza San Giovanni a Roma, nel frattempo, si teneva il classico “concertone” promosso dai sindacati, che ha visto tra gli ospiti sul palco Ornella Vanoni, Marco Mengoni, Enrico Ruggeri, Clementino, Carmen Consoli, Coez, Max Pezzali, La Rappresentante di Lista, Luchè, Mace con Rkomi, Venerus, Colapesce, Gemitaiz, Joan Thiele, Mara Sattei, Mecna, Rancore, Rovere, Sinkro, Tommaso Paradiso, Fabrizio Moro, Willie Peyote, Mr. Rain, Mobrici, Psicologi, Coma_Cose e Le Vibrazioni.

Le richieste degli studenti e quelle dei sindacati di base

Anche l'Unione degli Studenti è scesa in piazza al fianco dei lavoratori."Dall'approvazione della Buona Scuola nel 2015 abbiamo assistito all'ampliamento strutturale del rapporto scuola-lavoro, in particolare negli istituti tecnici e professionali" ha affermato Bianca Chiesa, dell'esecutivo nazionale dell'Usd dalla piazza di Assisi.

 "Quella che ci venne presentata come una nuova metodologia didattica, si è rivelata essere in gran parte sfruttamento e perdita di tempo, senza svolgere alcuna funzione formativa. Studenti costretti ad andare a lavorare in fabbriche o aziende che inquinano, sfruttano i lavoratori o peggio ancora li licenziano per avere manodopera gratuita attraverso gli studenti", ha spiegato.

"Quest'anno due studenti sono morti a causa di un modello di scuola che sfrutta, opprime, uccide. Tragedie di questo tipo sono inaccettabili e noi non rimarremo in silenzio, ma continueremo a mobilitarci finché l'intero rapporto tra istruzione e lavoro non verrà riformato strutturalmente", la promessa di Chiesa.

L'Unione dei Sindacati di Base ha invece promosso una marcia a Milano,  in preparazione dello sciopero generale del 20 maggio per cui è stato lanciato un appello alla partecipazione. Il corteo è partito  dal Portello per arrivare all'Arco della Pace. "Non c'è alcuna reale ripresa post pandemica ma solo un continuo peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro", ha attaccato il segretario nazionale della Confederazione Unitaria di Base, Walter Montagnoli. I sindacati di base chiedono salvaguardia del potere d'acquisto, una riforma degli ammortizzatori sociali, reddito di cittadinanza incondizionato e riduzione degli orari di lavoro a parità di salario.