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L'Austria vuole imitare la Svizzera. Neutralità, ma più soldi alla Difesa

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Di Gianluca Martucci
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Cerimonia militare a Korneuburg, Austria
Cerimonia militare a Korneuburg, Austria   -   Diritti d'autore  Ap Photo

Il governo austriaco si sta adoperando per una riorganizzazione della parte del bilancio nazionale destinato alle spese militari. Per decenni l'esercito è stato limitato a 50 mila unità, ma la guerra in Ucraina potrebbe segnare un passaggio storico nella condizione di neutralità che per decenni regna nel Paese a livello internazionale. Il ministro austriaco della Difesa Klaudia Tanner ha espresso l'intenzione di rinforzare l'esercito raddoppiando il bilancio destinato alla Difesa.

"La neutralità è sancita nella nostra costituzione e quindi l'adesione a un'alleanza militare è fuori discussione; L'obiettivo è di portare quest'anno la dotazione finanziaria per le spese militari all'1% del Prodotto interno lordo, e di aumentarlo fino all'1,5% in futuro", ha affermato il ministro durante una cerimonia a Korneuburg, nei pressi di Vienna.

Il Paese gode di una posizione vantaggiosa a livello geografico. L'Austria è circondata da diversi Stati che hanno aderito alla Nato e questo rende difficile un attacco proveniente dalla Russia.

Le tre opzioni per cambiare la Difesa in Austria

Nella posizione attuale l'Austria potrebbe seguire tre opzioni differenti: la strategia serba manterrebbe il Paese neutrale ma in buoni rapporti sia con L'Est e sia con l'Ovest, l'opzione scandinava porterebbe Vienna ad aderire alla Nato e la strategia svizzera invece garantirebbe all'Austria una neutralità fondata su un budget militare molto più elevato di quello attuale.

A essere prefirita fino a ora è stato il modello serbo, che ha mantenuto il Paese equidistante sia dalla Nato e sia dalla Russia. Tutto ciò però ha preso una piega diversa con la guerra in Ucraina. L'adesione alla Nato non entusiasma l'opinione pubblica nel Paese come sta avvenendo in Finlandia e Svezia, ma sembra che ci sia la volontà di imitare quanto sta facendo la vicina Svizzera, un Paese grande la metà dell'Austria e che investe il doppio di quest'ultima nella Difesa.

Governo diviso

Resta però improbabile che il ministro possa convincere il partito dei Verdi, alleato nella coalizione di governo, ad accettare un così imponente aumento di bilancio (al momento Vienna destina alla Difesa solo lo 0,8% del Pil). Lo scetticismo è ampio anche nell'opposizione.

"Non c'è nessun accordo tra i partiti di governo sull'aumento della spesa militare. L'unica intesa riguarda i livelli di finanziamento attualmente vigenti, che ammontano a 4 miliardi l'anno", riferisce il socialdemocratico Robert Laimer che siede nell'opposizione.

La decisione va presa entro ottobre. Al momento il governo ha già escluso la possibilità che venga estesa la durata del periodo di leva obbligatoria, che in Austria attualmente è di sei mesi. È quindi da vedere se ci sarà un accordo che porterà Vienna a imitare realmente il modello svizzero.