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Mariupol, "nessun accordo" per un corridoio umanitario da Azovstal

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Di Euronews
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AP Photo   -   Diritti d'autore  AP/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Il corridoio umanitario dall'acciaieria Azovstal c'è, anzi no.

Il governo russo ha annunciato un cessate il fuoco per consentire l'evacuazione dei civili intrappolati a seguito degli ultimi combattenti ucraini, tuttavia Kiev smentisce il raggiungimento di un accordo.

Un video diffuso nelle ultime ore dal battaglione Azov, tra le forze ucraine presso le acciaierie, mostra dei bambini in quello che si sostiene essere un bunker sotterraneo a Mariupol.

"È importante capire che il corridoio umanitario si apre per accordo tra le parti - afferma a mezzo social la vice premier ucraina, Irina Vereschuk - il corridoio, annunciato unilateralmente, non fornisce sicurezza, e quindi, di fatto, non è un corridoio umanitario".

Alexei Alexandrov/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.
AP PhotoAlexei Alexandrov/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Le autorità ucraine dicono che almeno cinque persone sono state uccise nel corso degli attacchi missilistici russi nella regione centrale di Vynnytsia, con specifico riferimento alle città di Zhmerynka e Koziatyn, ed altre 18 persone sono rimaste ferite.

Intanto, il consiglio comunale di Odesa ha pubblicato un video che mostra gli operai che continuano incessantemente a rimuovere le macerie dopo l'attacco missilistico dello scorso sabato sulla città, che ha mietuto otto vittime.

L'Esercito regionale nella città di Zaporizhzhia ha rafforzato le linee difensive scavando trincee per aiutare a respingere l'offensiva russa.

Per il portavoce dell'amministrazione militare regionale, la città deve essere protetta da tutte le direzioni possibili.

"Ritengo necessario fare fortificazioni - dice il colonnello Ivan Arefyev, portavoce dell'amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia - perché il nemico è insidioso: non sappiamo quali saranno le successive azioni e dobbiamo preparare la città per la difesa".

Secondo fonti statali ucraine, quasi 1.000 civili sono rintanati nelle acciaierie ed in totale almeno 100.000 civili sono ancora intrappolati a Mariupol.

L'Esercito ucraino ha inoltre reso noto di aver respinto una serie di attacchi russi nelle regioni del Donbass Donetsk e Lugansk, dove molte località, come Roubijné, sono bombardate quotidianamente.

Planet Labs PBC/AP
AP PhotoPlanet Labs PBC/AP

Il controllo di questo bacino minerario è uno degli obiettivi dichiarati di Mosca, così come il controllo totale dell'Ucraina meridionale.

La Russia ha abbattuto anche due droni ucraini vicino al confine: l'annuncio arriva poco dopo che le autorità russe hanno segnalato l'incendio di un grande deposito di carburante a Bryansk, città russa a 150 km dal confine che serve come base logistica per l'offensiva militare di Mosca.

Pedaggio umano

Nella sola Mariupol, le autorità ucraine parlano di 20.000 morti, dovuti ai combattimenti ma anche alla mancanza di cibo, acqua ed elettricità.

Negli ultimi giorni, gli investigatori hanno raccolto più di 1.000 corpi di civili in strade, cortili e tombe improvvisate intorno alla capitale ucraina Kiev.

Un totale di 300.000 ucraini sono stati evacuati attraverso corridoi umanitari dall'inizio delle ostilità.

Sul fronte militare, il presidente Volodymyr Zelensky ha detto che circa 2.500-3.000 soldati ucraini sono stati uccisi dall'inizio del conflitto e circa 10.000 feriti.

Anche il Cremlino ha recentemente ammesso "perdite significative": il 25 marzo, aveva riconosciuto la morte di 1.351 soldati e 8.825 feriti, ma alcune fonti occidentali stimano il numero di soldati russi morti intorno a 12.000.

Rifugiati e sfollati

Più di cinque milioni di persone sono fuggite dall'Ucraina da quando l'invasione russa è iniziata il 24 febbraio scorso, secondo le ultime cifre dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).

L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), anch'essa parte dell'ONU, ha detto che anche più di 218.000 non ucraini, principalmente studenti e lavoratori migranti, hanno lasciato l'Ucraina per i Paesi vicini, il che significa che più di 5,25 milioni di persone in totale hanno lasciato il Paese dall'inizio della guerra.

Le donne e i bambini rappresentano il 90% di questi rifugiati, anche in considerazione del fatto che gli uomini tra i 18 e i 60 anni non possono partire.