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Difesa e sicurezza: Francia e Germania più vicine dopo l'invasione dell'Ucraina

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Di Euronews
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Emmanuel Macron & Olaf Scholz
Emmanuel Macron & Olaf Scholz   -   Diritti d'autore  Tobias Schwarz/AP Photo

Negli ultimi anni Francia e Germania hanno dovuto gestire diverse crisi. La difesa è un tema che ha spesso diviso Parigi e Berlino, ma l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha spostato gli equilibri, rafforzando la posizione della Francia e cambiando l'atteggiamento della Germania.

Dall'inizio dell'invasione la Francia ha inviato attrezzature militari in Ucraina e ha accelerato il dispiegamento delle sue truppe per rafforzare il fianco orientale della Nato. Allo stesso tempo il nuovo governo tedesco a Berlino ha rotto, tra le proteste, con la vecchia dottrina. Il 27 febbraio, in un discorso al Bundestag, il cancelliere Olaf Scholz ha annunciato l'invio di armi di difesa all'Ucraina e che il governo avrebbe investito più del 2% del pil nella difesa, oltre a stanziare un fondo speciale di 100 miliardi di euro nel bilancio di quest'anno.

Parte di questo denaro è già stato destinato all'acquisto di 35 jet da combattimento statunitensi F-35. Gli sforzi di Francia e Germania per rafforzare la difesa sono stati accolti con favore a Bruxelles, ma molti si chiedono ancora cosa significhi esattamente per la difesa europea. 

Stando Nils Schmid, portavoce dei Socialdemocratici per la politica estera, a breve termine la priorità sarà il rafforzamento del fianco orientale della Nato. Ma anche l'Europa, per Schmid, dovrebbe migliorare le proprie capacità di difesa. "Dobbiamo sviluppare la nostra tecnologia di armamento - ha detto Schmid - ed essere in grado di agire anche contro le minacce non militari all'Europa, come le campagne di disinformazione e gli attacchi informatici.

Ma a lungo termine lo sviluppo di una politica di difesa comune, per non parlare della creazione di un esercito europeo e del suo ipotetico ruolo, restano obiettivi su cui il raggiungimento di un'intesa è decisamente complicato. "Se, ad esempio, la missione francese in Libia fosse stata una missione europea, la Germania avrebbe dovuto partecipare - dice Stefan Seidendorf, direttore dell'Istituto franco-tedesco (Dfi) -. E questo sarebbe stato molto difficile dal punto di vista tedesco. Quindi, in un modo o nell'altro, dobbiamo essere in grado di votare su queste questioni seguendo le procedure democratiche. È una sfida molto difficile".

Difesa e sicurezza, anche alla luce di quanto sta succedendo in Ucraina, sono due dei temi per cui Berlino seguirà con particolare attenzione le elezioni francesi. La speranza a Berlino è che Macron venga rieletto, in modo da poter continuare il lavoro cominciato assieme al nuovo cancelliere tedesco.