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Fukushima 11 anni dopo il trauma non passa: acque contaminate e ancora 38mila sfollati

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Di Gioia Salvatori
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Una manifestazione a Tokyo contro TEPCO
Una manifestazione a Tokyo contro TEPCO   -   Diritti d'autore  PHILIP FONG/AFP or licensors

Erano le 14:46 dell'11 marzo 2011 ora locale quando un terremoto del nono grado della scala Richter sconquassò il Giappone e uno tsunami si abbatté sulla centrale nucleare di Fukushima causando il più grande disastro nucleare dopo Hiroshima.

11 anni dopo, mentre diverse cancellerie europee pensano di tornare all'energia nucleare per costruire un'independenza energetica dalla Russia, il governatore locale durante una cerimonia di commemorazione alla quale ha partecipato pure il primo ministro, ricorda quanto siano gravi le conseguenze di un incidente del genere. "Ci sono ancora molte sfide difficili come i molti sfollati - ha detto Masao Uchibori - lo smantellamento e l'acqua contaminata" e poi i problemi psichici il recupero peggiorato dal covid-19. "La ricostruzione - ha detto - sarà ancora lunga".

Terrore per l'acqua radiottiva di Fukushima che verrà sversata in mare

La centrale è un enorme deposito di acqua che viene filtrata in grandi silos. L'acqua viene filtrata da un sistema chiamato ALPS (Advanced Liquid Processing System): così si rimuove la maggior parte degli elementi radioattivi dall'acqua usata per raffreddare il combustibile; i reattori, ancora visibilmente danneggiati, non saranno smantellati prima del 2041.

L'anno prossimo il governo inizierà a sversare in mare l'acqua contaminata, fatto che preoccupa mezzo mondo. Poi c'è il lutto per 18mila anime tra morti e dispersi e il trauma di non avere la propria casa: 38mila persone, sono ancora oggi sfollate (al momento del disastro erano circa mezzo milione).