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Polonia, contestato Salvini: "Quella maglietta con la faccia di Putin..."

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Di Gioia Salvatori
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Si è chiusa senza gloria la due giorni polacca di Matteo Salvini, il leader della Lega, partito per la frontiera con l'Ucraina per dare solidarietà ai profughi. Al posto degli sfollati ha incontrato un sindaco solerte, Wojciech Bakun, primo cittadino di Przemysl, la città polacca dove arrivano i treni da Leopoli.

Il sindaco gli ha sventolato in faccia il suo filo-putinismo sotto forma di maglietta col faccione dello zar. Si tratta proprio della maglia che Salvini, in versione "amico di Putin", indossò per un famoso selfie sulla piazza Rossa. "Andiamo insieme al confine con questo regalo per far vedere a tutti cosa sta facendo il suo amico Putin al popolo ucraino" ha detto il sindaco, pure lui di destra, e Salvini, sarà pure che l'inglese non aiuta, non è riuscito a replicare.

Era il 2017 - già all'epoca dell'invasione della Crimea - quando Salvini si schierò con Putin. E contro le sanzioni. Poi vennero le inchieste dell'Espresso sui legami Lega-Russia, su Savoini e il Metropol. Ma questa è un'altra storia. Ora l'ex ministro dell'Interno, che assurse alle cronache globali per la politica dei porti chiusi, è per l'accoglienza. "Le porte dell'Italia sono aperte per chi scappa dalla guerra" ha detto.

Questa mattina, una volta sul posto e avvertito della presenza del sindaco, Salvini ha accettato l'invito a incontrarlo "per educazione e garbo istituzionale". "Andiamo insieme al confine con questa maglietta. Io non la ricevo" gli ha detto, sventolando la maglia con il volto del presidente russo, il sindaco di Przemysl Wojciech Bakun, un omone di 41 anni che aderice a "Kukiz 15", inizialmente un movimento, poi diventato partito, populista e di destra.