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Lotta alla plastica nei mari. L'appello dello One Ocean Summit: "Agire subito"

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Di Euronews
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Una rappresentazione della plastica che soffoca gli oceani, a margine della COP10 a Lima del 2014
Una rappresentazione della plastica che soffoca gli oceani, a margine della COP10 a Lima del 2014   -   Diritti d'autore  MARTIN BERNETTI/MARTIN BERNETTI

L'appello dei grandi da Brest: "Salvare gli oceani si può, ma si deve agire subito"

Salvare gli oceani si può, ma si deve agire subito. Dalla Francia l'appello dei grandi del Pianeta, per combattere la plastica che asfissia i nostri mari e stravolge clima e biodiversità. Una trentina i capi di stato intervenuti, di persona o in videoconferenza, nella città di Brest per lo "One Ocean Summit". Primo impegno concreto: la costituzione di un gruppo, composto dai 27 paesi UE e da altri 13 membri, che stringa sulla redazione di un trattato, destinato a iscrivere gli impegni nero su bianco.

Avviati sotto l'egida delle Nazioni Unite nel 2018, i negoziati per la formalizzazione di un trattato che protegga gli oceani sono stati messi tra parentesi dalla pandemia di Covid. La prossima, e teoricamente conclusiva, sessione di incontri, è prevista a marzo a New York.

Ursula von der Leyen detta il calendario: "Un trattato vincolante entro l'anno"

Portavoce dell'urgenza, ribadita dal vertice, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen: "Le nostre posizioni sono molto vicine, ma dobbiamo accelerare per chiudere entro l'anno". Un appello parafrasato anche dal padrone di casa Emmanuel Macron: "Se ci dotiamo delle risorse necessarie - ha detto il presidente francese - possiamo prendere delle decisioni storiche. Bisogna però che il cambiamento parta qui oggi da Brest".

Se ci dotiamo delle risorse necessarie possiamo prendere delle decisioni storiche. Bisogna però che il cambiamento parta qui oggi da Brest
Emmanuel Macron
Presidente francese

Macron: "Le acque internazionali sono un Far West. Serve una regolamentazione"

Dichiarata ambizione del vertice era soprattutto promuovere una regolamentazione internazionale delle acque che sfuggono alle giurisdizioni nazionali. "Un Far West", secondo il presidente francese Macron, in cui imperversano pratiche inquinanti e dannose per l'ambiente.

LUDOVIC MARIN/AFP or licensors
Il presidente francese Emmanuel Macron allo One Ocean Summit di BrestLUDOVIC MARIN/AFP or licensors

Primi bilanci da Brest: qualche risultato, tante ambizioni

Tra i risultati concreti dell'incontro l'accordo sul raddoppio dal 2% al 4% della superficie marina "a grande protezione", definizione che indica aree soggette a più stringenti regolamentazioni. "Siamo sulla strada giusta" ha commentato il presidente francese Macron, ricordando tuttavia che l'obiettivo è passare al 10% entro il 2030. In agenda anche la tentata convergenza su un impegno internazionale a vietare lo scarico di plastica negli oceani e il problema della pesca illegale: una pratica che, per quanto vietata in acque come quelle dell'Unione Europea, rappresenta ancora oggi un quinto del pescato su scala mondiale.

Tra gli altri leader presenti anche l'emissario degli Stati Uniti per il clima, John Kerry, il presidente del Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa e quello dell'Egitto, che a novembre ospiterà la COP27 sul clima, Abdel Fattah al-Sissi.