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Ucraina, si muove il fronte diplomatico

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Di Annalisa Cappellini
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Ucraina, si muove il fronte diplomatico
Diritti d'autore  Efrem Lukatsky/The Associated Press

Mentre decine di migliaia di soldati al confine ucraino scavano trincee per prepararsi a un'eventuale invasione russa, nella capitale Kiev si succedono i diplomatici europei nel tentativo di evitare un conflitto diretto. In prima linea c'è la Francia, nel pieno del suo semestre europeo. Il presidente francese Emmanuel Macron, dopo la sua visita a Mosca, è volato a Kiev.

Al centro dell'incontro tra l'inquilino dell'Eliseo e il suo omologo ucraino, la possibilità di un dialogo con la Russia, per evitare lo scontro armato e per garantire il rispetto del protocollo di Minsk, che aveva messo fine alle ostilità tra Kiev e Mosca nel 2014.

"La determinazione condivisa ad applicare gli accordi di Minsk è l'unico percorso che ci consente di costruire la pace, che ci consente di costruire una soluzione politica accettabile", ha dichiarato il presidente francese. La soluzione diplomatica "sarà possibile solo se tutti saremo in grado di mantenere la calma, la stabilità e il rispetto reciproco", ha però avvertito Macron.

La determinazione condivisa ad applicare gli accordi di Minsk è l'unico percorso che ci consente di costruire la pace.
Emmanuel Macron
Presidente francese

La soluzione diplomatica tanto desiderata da Parigi potrebbe diventare realtà. "Il 26 aprile i rappresentanti di Russia, Ucraina, Francia e Germania si incontreranno nuovamente a Berlino per tentare di risolvere la crisi", ha annunciato il presidente ucraino Volodymir Zelensky.

Reazione austriaca

L'eventualità di un'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha scatenato dichiarazioni più forti tra i Paesi limitrofi all'ex blocco sovietico. I ministri degli Esteri di Repubblica Ceca, Slovacchia e Austria sono intervenuti in favore dell'Ucraina durante una conferenza stampa tenutasi a Kiev. "Per l'Austria è impensabile restare con le mani in mano di fronte a chi pensa di poter ridisegnare le frontiere con la forza militare", ha avvertito Alexander Schallenberg, il ministro degli Esteri austriaco. "Per uno Stato della nostra dimensione, situato al centro dell'Europa e che è strettamente dipendente dalla stabilità e dal rispetto delle leggi internazionali, si tratta di una questione di sopravvivenza a lungo termine", ha concluso Schallenberg.

Anche la Germania è entrata nella danza diplomatica, attraverso la sua ministra degli Esteri. Annalena Baerbock ha incontrato il suo omologo ucraino questo lunedì e ha scelto di visitare il villaggio di Shirokino, nell'est del Paese, a pochi chilometri dal porto di Mariupol, teatro di un duro scontro tra Mosca e Kiev nel 2015. Una visita simbolica, che segue le dichiarazioni del cancelliere Olaf Scholz alla Casa Bianca.