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Judo, Paris Grand Slam: ancora Giappone, la Francia si difende

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Di Euronews
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Grand Slam di judo a Parigi, seconda ed ultima giornata in terra transalpina contrassegnata (ancora una volta) dallo strapotere del Giappone, che porta a casa altri 3 ori dei 7 di giornata, per un totale complessivo di 7 su 14 in 2 giorni.

L'ultimo atto inizia con una celebrazione speciale, quando il presidente dell'IJF, Marius Vizer, consegna al presidente della Federazione saudita di judo, Abdulaziz Albassam, la statua di Jigoro Kano, in riconoscimento del premio 'Judo for Peace'.

Categoria uomini -81kg: a sbaragliare la concorrenza ci pensa il nipponico FUJIWARA, giustiziere in finale del georgiano GRIGALASHVILI.

Terza piazza per l’uzbeko BOLTABOEV ed il belga CHOUCHI.

Tra le donne -70 kg, su tutte la transalpina PINOT, la quale sconfigge la giapponese NIIZOE, argento, con tecnica ko uchi gari.

Terzo gradino del podio per la croata MATIC e l'altra nipponica Yoko ONO.

Tra gli uomini -90 kg, su tutti il giapponese MURAO, che sconfigge nell’atto conclusivo l'ostico azero MEHDIYEV.

Bronzo per l'uzbeko BOBONOV ed il turco ZGANK.

Categoria uomini -100 kg: a sbaragliare a concorrenza ci pensa il naturalizzato belga NIKIFOROV, giustiziere in finale dell'israeliano PALTCHIK.

Terza piazza per l’uzbeko TUROBOYEV ed il nipponico IIDA.

Categoria donne -78 kg: sugli scudi la francese TCHEUMEO, oro dopo il successo nella finalissima ai danni della giapponese UMEKI.

Terzo gradino del podio per l'altra transalpina MALONGA e la coreana Jeongyun LEE.

Tra le donne +78 kg, su tutte la nipponica TOMITA, la quale sconfigge per ippon la francese DICKO, argento.

Terzo gradino del podio per l'altra transalpina TOLOFUA e la coreana Hayun KIM.

Per chiudere, tra gli uomini +100 kg vince il mongolo ODKHUU, che sconfigge l'azero KOKAURI.

Terza piazza per il coreano Minjong KIM ed il nipponico KAGEURA.

Come dire, breve ma intenso: una 'due giorni' spettacolare, quella parigina, in cui le judoka transalpine hanno provato, in parte riuscendovi, a fronteggiare lo strapotere delle colleghe nipponiche.