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La polveriera del Donbass dove nessuno ha più speranze

La polveriera del Donbass dove nessuno ha più speranze
Diritti d'autore ALEXANDER NEMENOV/AFP or licensors
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Di euronews
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Gli abitanti delle zone in cui i filorussi si sono ribellati a Kiev non hanno più illusioni sul loro destino di conflitti e separazioni permanenti

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Il Donbass resta il paesaggio simbolo dello scontro permanente fra Russia e Ucraina e la popolazione locale non ha più illusioni. Diffidenza e scetticismo regnano nei pensieri dei residenti della ribelle Donetsk nell'Ucraina orientale in cui i filorussi osteggiano il governo di Kiev. Non c'è fiducia nei colloqui fra diplomatici russi e ucraini complicati dalle crescenti tensioni. Inviati di Russia, Ucraina, Francia e Germania si sono incontrati mercoledì per più di otto ore a Parigi. Spegnere il conflitto separatista in Ucraina è arduo.

La remota eco di Parigi

"Sembra che i funzionari abbiano iniziato a muoversi, ci fosse la speranza che qualcosa migliori, ma Dio sa quando, vorremmo una soluzione": racconta un'abitante di Donetsk contraddetta da un concittadino:"Nulla cambierà. Assolutamente zero. Si stanno solo mettendo in mostra per certificare che le trattative ci sono state". E un altro abitante di cui non viene come per gli altri reso noto il cognome rincara la dose: "Dubito profondamente che decideranno su qualsiasi cosa. L'Ucraina è ondivaga sembra calma ma poi ammassa truppe lungo la linea di demarcazione. Se avessero in mente di risolvere il conflitto, non avrebbero mosso le truppe": conferma.

Un paesaggio fatiscente

Gli edifici bombardati sono rimasti com'erano e nessuno è venuto a liberarli dai rottami anche di automobili rimaste in trappola sotto i colpi d'artiglieria. Il rappresentante ucraino, Andriy Yermak, ha manifestato un  cauto ottimismo, per lui gli ultimi colloqui schiudono qualche speranza la prima dal dicembre 2019. 

Il Cremlino da mesi accusa Kiev di giocare a rinfocolare la guerra civile e parla di provocazioni costanti quindi la minaccia di ripresa delle ostilità è più che concreta. Fino ad oggi si contano in 14000 i morti negli scontri fra filo russi e ucraini. Nel 2014, in seguito alla cacciata da Kiev di un presidente favorevole al Cremlino, Mosca ha annesso la penisola di Crimea e ha sostenuto un'insurrezione separatista nel cuore industriale orientale del paese.

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