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Ucraina: verso l'escalation USA Russia e la gente manifesta a Kiev contro la minaccia russa

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Di Euronews
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Ucraina: verso l'escalation USA Russia e la gente manifesta a Kiev contro la minaccia russa
Diritti d'autore  Szerhij Dolzsenko/MTI/MTVA

Si profila una escalation nel confronto Stati Uniti / Russia sull'Ucraina. Mosca ha inviato reparti  dell'esercito e caccia in Bielorussia, per un'esercitazione militare congiunta e Biden ha fatto partire cargo militari di aiuti bellici per Kiev. Scende in campo anche la Gran Bretagna che ha mandato sistemi anticarro agli ucraini ma sgancia anche una informazione bomba ("carta"): il ministero degli Esteri britannico parla di contatti fra l'intelligence di Mosca e personalità politiche ucraine, col sospetto che i russi vogliano mettere un loro amico al governo di Kiev.

Murayev cavallo di Troia a Kiev?

Il futuro "potenziale candidato" premier di Mosca sarebbe allora "l'ex deputato ucraino Yevhen Murayev".  "L'informazione diffusa getta luce sulla portata delle attività russe concepite per sovvertire l'Ucraina e dà un un'idea di ciò che al suo interno il Cremlino pensa di fare", ha commentato la ministra degli Esteri britannica Liz Truss che aveva subito rincarato la dose con un Tweet

Il Cremlino sa che un'incursione militare sarebbe un enorme errore strategico e, nel caso avvenisse, il Regno Unito e i nostri partner imporrebbero un costo severo alla Russia
Liz Truss
Ministro degli Esteri britannico

Yevheniy Murayev è a capo del partititno filo-russo Nashi senza seggi in parlamento. A fronte della notizia il ministero degli Esteri russo ha invitato il Regno Unito a "smetterla di diffondere sciocchezze" e "porre fine alle sue stupide provocazioni (...), molto pericolose vista la situazione". 

L'Occidente non accoglie le richieste di Mosca

Peraltro l'Occidente ha respinto le richieste di Mosca: cioè la promessa a non includere l'Ucraina nella NATO e a non dispiegare mai armi vicino ai confini russi oltre alla richiesta di ritirare le sue forze dall'Europa centrale e orientale. Anche il Papa si mostra preoccupato per la situazione ad est e ne ha parlato domenica all'Angelus.

Le articolate posizioni europee

La Gran Bretagna rispetto agli altri partner europei aveva comunque bruciato le tappe inviando subito all'Ucraina sistemi anticarro con un cargo della RAF che ha evitato i cieli della Germania per far rotta su Kiev. La mossa ha acceso il dibattito fra gli analisti, con qualche ricostruzione spericolata sul fatto che Berlino sarebbe fin troppo filorussa in questo frangente. Dalla Germania, infatti, niente forniture dirette di armi, niente benestare alla riesportazione da parte di Paesi terzi (al contrario di quanto hanno fatto gli Stati Uniti con i Baltici), ma sì all'invio di "un ospedale da campo completo" entro febbraio. In realtà poi è emerso che è procedura standard della RAF evitare aree densamente popolate quando si trasportano esplosivi ma questo dà la misura di quanta sia la diffidenza - e la differenza di vedute - al momento in campo anche tra Paesi alleati. Peraltro alcune dichiarazioni in rete sulla crisi hanno invece portato alle dimissioni del Capo della Marina tedesca, Kay-Achim Schoenbach. Lo ha annunciato il Ministero della Difesa ai rappresentanti del Bundestag. In un video di due minuti circolato su Twitter il vice ammiraglio ha negato l'ipotesi che la Russia voglia annettere parti dell’Ucraina. "Putin vuole il rispetto che probabilmente merita", ha aggiunto l'ufficiale.

Londra, Mosca e la Ue

La Londra post-Brexit, dentro la Nato ma fuori dall'Ue, protagonista dello 'scippo' Aukus ai danni della Francia, sta assumendo il ruolo del falco europeo nei confronti di Mosca, con una libertà di azione (anche militare) senz'altro più marcata di quella comunitaria. L'Ue certo deve rispettare i suoi tempi e le sue liturgie. Che la mossa russa sulle "garanzie di sicurezza" sia una "minaccia" per l'architettura europea l'Unione lo ha detto in tutte le salse. Che la Russia pagherà "a caro prezzo" l'invasione dell'Ucraina, anche. Però sul fronte pratico nulla si è mosso. Lunedì i 27 si vedranno a Bruxelles per un consiglio affari esteri di routine (sul tavolo anche Siria, Libia, Mali e Sudan) che, però, con ogni probabilità sarà dominato dal dossier ucraino. Il segretario di stato Usa Antony Blinken si collegherà da remoto.

L'Ucraina

Intanto nel 'Giorno dell'Unità', che celebra l'unificazione dell'Ucraina, una catena umana ha portato in piazza a Kiev tutte le tensioni di un Paese che si sente minacciato. La concentrazione di circa 100.000 truppe russe ai confini con l'Ucraina ha alimentato i timori occidentali che Mosca sia pronta ad attaccare il suo vicino.

"Nonostante tutta la propaganda, nonostante tutte le informazioni fuorvianti e le pressioni di Putin, l'Ucraina è unita", dice Victoria Ilchenko, manifestante ucraina. Anche l'attivista Daria Demchuk-Marygyna parla di unità contro la minaccia all'integrità del Paese: "In passato, hanno già cercato di dividere l'Ucraina - dice - siamo arrivati a delle conclusioni. Non lasceremo che ci dividano". La Russia ha ripetutamente negato di avere piani per lanciare un'offensiva.

L'invio di armi all'Ucraina da parte degli Stati baltici

Dal canto loro gli Stati baltici progettano l'invio di missili anticarro e antiaerei in Ucraina, una mossa che gli Stati appoggiano senza riserve nel solco delle tensioni di Kiev con Mosca. I ministri della difesa di Estonia, Lettonia e Lituania hanno congiuntamente dichiarato di "essere uniti nell'impegno per la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina di fronte alla continua aggressione russa".

Le tensioni in Donbass

Più di 14.000 persone sono state uccise in quasi otto anni di combattimenti nel cuore industriale dell'Ucraina, il Donbass, dove l'insurrezione sostenuta da Mosca è scoppiata poco dopo l'annessione della Crimea.

Un accordo di pace del 2015 mediato da Francia e Germania ha contribuito a porre fine alle battaglie su larga scala, ma l'accordo politico si è arenato, e frequenti scontri sono continuati lungo la tesa linea di confine.