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Dopo le minacce russe, Cuba è stufa di fare da ring tra Washington e Mosca

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Di Euronews
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Un uomo e un bambino, indossando maschere protettive, passano in bicicletta all'Avana, Cuba, giovedì 30 dicembre 2021
Un uomo e un bambino, indossando maschere protettive, passano in bicicletta all'Avana, Cuba, giovedì 30 dicembre 2021   -   Diritti d'autore  Ismael Francisco/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

C'è un rassegnato nervosismo a La Havana, dove la Russia non ha escluso l'ipotesi di un dispiegamento militare, nel mezzo delle crescenti tensioni con Washington sulla questione ucraina.

I cubani sono esausti di trovarsi, da sessant'anni, a fare da campo di battaglia nelle dispute tra le due potenze.

"Se dovessero schierare le truppe - dice Kerier Olivera, mentre attende passeggeri per il suo taxi - potrebbe essere fatale, potrebbero provocare una guerra, perfino ora, con la crisi pandemica in corso".

"Essendo giovane, non vorrei che accadesse" gli fa eco Yohanis Luna, che per vivere fa il pescatore. "Ci sono persone potenti che se ne fregano di quello che potrebbe succedere a noi, ma questa è la mia opinione".

Un nervosismo che torna a incombere proprio a una manciata di mesi dal sessantennale della crisi missilistica del 1962, anche se per gli analisti, non c'è granché da preoccuparsi.

"Non c'è nessuna minaccia che questo sia un piano - dice Carlos Alzugaray, ex diplomatico e analista cubano - è semplicemente un avvertimento agli americani affinché si mettano nei panni dei russi, ecco come lo interpreto".

La situazione, insomma, è grave ma non è seria, per dirla con le parole di Flaiano.

O dello stesso Jake Sullivan, consigliere alla sicurezza di Joe Bidem, che ha definito una "spacconata" la minaccia del vice ministro degli esteri russo. Avvertendo però che - se un dispiegamento militare dovesse esserci - gli Stati Uniti risponderebbero "in modo deciso".

E resta quindi - a quasi sessant'anni dalla crisi dei missili e a più di 30 dal crollo del muro di Berlino - l'eterno ruolo di ring di pugilato nelle schermaglie tra Washington e Mosca, che Cuba interpreta ormai in maniera sempre più incredula e rassegnata