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Lettere per Patrick Zaki: "Il vostro sostegno arriva oltre le mura del carcere"

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Di Euronews
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Così lo studente ha voluto ringraziare colleghi e professori dell’Università di Bologna per il loro supporto

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"Il vostro sostegno arriva oltre le mura del carcere": con queste parole Patrick Zaki, il giovane  studente universitario detenuto in Egitto per 22 mesi per un reato di opinione, ha voluto ringraziare studenti e professori dell’Università di Bologna per il loro supporto.

Più di un migliaio di lettere sono arrivate all’Università di Bologna da quando i professori di Patrick hanno deciso di aprire una casella di posta elettronica per mantenere viva la campagna di supporto anche durante il lockdown, all’inizio del 2020.

“Quello che ha colpito di questa vicenda  - dice il prof. Federico Condello dell'Università di Bologna - è l’assoluta spontaneità e l’assoluta unanimità dei sentimenti che Patrick ha suscitato. 

Sentimenti che hanno riguardato studenti e studentesse, i docenti naturalmente, ma anche le più varie specie di cittadini da tutto il Paese”.

Lettere da Italia, Russia, Stati Uniti e Sud America sono giunte durante la prigionia di Patrick e quando è stato scarcerato l’8 dicembre scorso, anche se ancora in attesa di giudizio.

“Patrick, siamo un gruppo di studentesse e oggi siamo state così felici della notizia che abbiamo deciso di lasciare la lezione un po’ prima della fine e uscire a festeggiare. 

Abbiamo brindato per te, poi ci siamo sentite in colpa perché noi abbiamo il privilegio di ascoltare lezioni che tu non puoi ascoltare”.

Forse non è la forma di comunicazione più moderna, ma inviare lettere di supporto ha ancora un significato potente oggi, perché il sostegno morale di molti può davvero fare la differenza.

Accusato di aver scritto un articolo in difesa della minoranza Copta in Egitto, Patrick dovrà comparire il 1 febbraio prossimo in tribunale. 

Presso la sua Università, a Bologna, sono tutti fermamente convinti della sua innocenza e stanno facendo di tutto per far sentire la propria voce.

“Patrick è un ragazzo brillante -dice la prof. Rita Monticelli - un ragazzo capace, molto generoso e anche molto simpatico, ma non è questo il punto. 

L’Università comunque ha avuto il dovere e il diritto di chiedere giustizia per un suo studente: Patrick è cittadino egiziano, ma è uno studente Italiano dell’Università di Bologna ed è anche uno studente europeo”.

Pensiero critico e libertà di opinione: questi sono i valori in gioco nella storia di Patrick e questi sono i valori che studenti, professori e cittadini di Bologna e in Italia stanno difendendo attraverso le loro lettere.

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