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Il Sudafrica si veste di viola e celebra Tutu

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Di Lara Vecchio  & Euronews
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Striscioni inneggiano l'arcivescovo Tutu
Striscioni inneggiano l'arcivescovo Tutu   -   Diritti d'autore  AP Photo

A Città del Capo, in Sudafrica è il giorno del ricordo e della commozione. I principali monumenti sono illuminati di viola, richiamo cromatico alla tonaca porpora dell'arcivescovo Desmond Tutu, l'icona anti-apartheid .

E proprio in viola lo ricordiamo nel 1984, ricevere a Oslo il Premio Nobel per la pace come riconoscimento della sua instancabile attività di resistenza e di riconciliazione.

Così lo ha ricordato Cyril Ramaphosa, presidente del Sudafrica:

"Lui (l'arcivescovo Desmond Tutu, ndr) sapeva nella sua anima che il bene avrebbe trionfato sul male, che la giustizia avrebbe prevalso sull'iniquità, e che la riconciliazione avrebbe prevalso sulla vendetta e sulla recriminazione. Sapeva che l'apartheid un giorno sarebbe finito e che sarebbe arrivata la democrazia".

Tutu, scomparso da tempo dalla vita pubblica, viene ricordato dal popolo sudafricano per la sua affabilità .e il sorriso a corredo si una instancabile testardaggine nella lotta alle ingiustizie . Anni dedicati allo studio, gli ultimi, mentre le forze lentamente lo abbandonavano. Nelle ultime ore, a Soweto,un pellegrinaggio commosso.

Per le strade, la gente comune lo ricorda come può: chi con una visita alla sua vecchia casa, chi con una preghiera, chi con un mazzo di fiori:

"Come sapete, questa strada è l'unica al mondo in cui hanno vissuto i due premi Nobel per la pace, potete quindi immaginare noi, i vicini intorno, siamo davvero toccati dalla sua scomparsa".

E ancora : "Ci mancherà molto. Ha avuto un ruolo importante nella vita dei neri e nella vita di tutti in Sudafrica. Ha avuto un impatto enorme, quindi ci mancherà molto. E che la sua anima riposi in pace".

Striscioni, disegni, omaggi floreali deposti da grandi e piccini, il nome di Tutu è già entrato nel mito, trasmesso alle nuove generazioni per non dimenticare. E la sua iconografia ha già i contorni del pop immortale.