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Italia in sciopero contro le scelte di Draghi

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Di euronews e ansa
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Landini in Piazza del Popolo a Roma
Landini in Piazza del Popolo a Roma   -   Diritti d'autore  AFP

"Se non si fanno le cose che stiamo chiedendo, noi scioperiamo e torniamo in piazza perché non dobbiamo rispondere ad alcun governo. Per noi questa non è la fine di un ciclo di manifestazioni, per noi è l'inizio perché non rinunciamo all'idea di una riforma delle pensioni, del fisco e della lotta alla precarietà. Ora ancora con più forza. Le piazze di oggi ci dicono che non siamo isolati": sono le parole del leader della Cgil Maurizio Landini che ha parlato a Roma in piazza del Popolo in occasione del primo sciopero generale sotto il governo di Mario Draghi, uno sciopero che ha visto aderire anche la Uil ma non la Cisl che non approva la mossa in una situazione ancora di crisi generalizzata e in pandemia.

Adesione massiccia

L'adesione è stata forte nella città in cui sono stati registrati i maggiori concentramenti come Roma, Milano, Cagliari, Bari, Palermo. Ad esclusione di pochi comparti, come la sanità, lo stop riguarda quasi tutti i lavoratori. Partecipano anche la Rete degli Studenti Medi e dell’Unione degli Universitari, oltre ai rappresentanti dei sindacati di Polizia e Uilp, Unione Italiana Lavoratori Pensionati.

Decine di migliaia di lavoratori

"Oggi nelle piazze di Roma, Milano, Bari, Palermo e Cagliari decine e decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori hanno scioperato per protestare contro la politica economica del Governo, l'arroganza della Confindustria e delle imprese, e per chiedere più equità e giustizia sociale". Lo afferma il segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile organizzativo, Luca Trevisan, parlando di "elevatissima adesione dei metalmeccanici" allo sciopero generale di otto ore indetto.

I dati segnalati dai sindacati in agitazione

Tra i dati di adesione registrati nel corso della mattinata, riferisce il sindacato, 70% alle Acciaierie Italia di Genova, 90% tra gli operai e 60% tra gli impiegati alla Lamborghini di Bologna, 95% tra gli operai e l'80% tra gli impiegati alla Berretta di Brescia, 80% all'Ast di Terni con il 90% nell'indotto, 85% al Nuovo Pignone di Firenze, 90% all'Almaviva di Roma, 95% alla Magneti Marelli di Napoli, 70% alla Electrolux di Porcia a Pordenone, 85% alla Dalmine Tenaris di Bergamo e alla Bergo di Ferrara, 90% alla Smeg di Forli, 75% alla Marcegaglia di Mantova, 100% alla Caterpillar di Jesi, 80% negli appalti del petrolchimico di Marghera, 60% alla Denso di Chieti.

Una mobilitazione antifascista

"Tutte le forze che si richiamano al fascismo vanno sciolte. Ci è stato detto da rappresentanti del governo che purtroppo ancora questo provvedimento non si può fare, perché non ci sarebbero le forze in parlamento per votarlo". Lo ha detto il segretario generale della Cgil Landini, dal palco della manifestazione per lo sciopero generale. Il tema era stato al centro della manifestazione unitaria del 16 ottobre scorso in piazza San Giovanni, dopo il vile assalto alla sede della Cgil  romana da parte di alcuni facinorosi e violenti nostalgici di Mussolini.