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Papa Francesco tra gli ultimi, gli immigrati dell'isola di Lesbo

Papa Francesco tra gli ultimi, gli immigrati dell'isola di Lesbo
Diritti d'autore ΤΣΙΡΩΝΗΣ ΚΩΣΤΑΣ/ 2021 ΑΘΗΝΑΪΚΟ ΠΡΑΚΤΟΡΕΙΟ ΕΙΔΗΣΕΩΝ - ΜΑΚΕΔΟΝΙΚΟ ΠΡΑΚΤΟΡΕΙΟ ΕΙΔΗΣΕΩΝ
Diritti d'autore ΤΣΙΡΩΝΗΣ ΚΩΣΤΑΣ/ 2021 ΑΘΗΝΑΪΚΟ ΠΡΑΚΤΟΡΕΙΟ ΕΙΔΗΣΕΩΝ - ΜΑΚΕΔΟΝΙΚΟ ΠΡΑΚΤΟΡΕΙΟ ΕΙΔΗΣΕΩΝ
Di euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Nel 2016, quando Francesco visitò il campo profughi, portò con sè tre famiglie di rifugiati siariani. Un gesto semplice ma rivoluzionario. Questa volta cosa farà?

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Papa Francesco torna nell’isola di Lesbo, Bergoglio vi era già stato nel 2016. Allora fu un viaggio di un giorno per visitare un campo profughi, oggi la tappa è ancora più breve: un paio di ore ma che hanno un peso specifico importante. Francesco vuole vedere cosa è cambiato rispetto a due anni fa. Nel video qui sopra le testimonianze dei profughi che commentano la visita di Francesco.

"Fermiamo questo naufragio di civiltà, non lasciamo che il mare nostrum diventi mare mortuum", è questa la dolorosa invocazione del Papa da Lesbo, isola simbolo della tragedia migratoria, della “catastrofe umanitaria più grave della seconda guerra mondiale”.

 Prima di pronunciare il suo discorso, il Papa ha attraversato il campo, ha incontrato i migranti ha toccato le loro mani, ascoltato le loro storie.

Le migrazioni sono una crisi umanitaria che riguarda tutti, in gioco ci sono vite umane e il futuro di tutti
Papa Francesco incontrando i migranti di Lesbo

Le migrazioni sono “una crisi umanitaria che riguarda tutti”, invoca la solidarietà del mondo, perché se altre sfide globali come la pandemia o i cambiamenti climatici vedono muoversi qualcosa, così non è per quanto riguarda le migrazioni: "Eppure ci sono in gioco persone, ci sono in gioco vite umane! C’è in gioco il futuro di tutti, che sarà sereno solo se sarà integrato. Solo se riconciliato con i più deboli l’avvenire sarà prospero. Perché quando i poveri vengono respinti si respinge la pace. Chiusure e nazionalismi – la storia lo insegna – portano a conseguenze disastrose".

Cinque  anni fa, Francesco portò con sé di ritorno a Roma, sul volo papale, tre famiglie di rifugiati dalla Siria, dodici persone in tutto di cui sei minori, tutti musulmani. Sono stati proprio alcuni di loro a salutare il Papa, a Casa Santa Marta, prima della sua partenza per il viaggio iniziato a Cipro e poi è proseguito in Grecia. Persone accolte dalla Comunità di Sant’Egidio.

Prima di tornare a Lesbo, Francesco ha pregato con i migranti nella Chiesa di Santa Croce di Nicosia. L'ultima città divisa in due da un muro: da un lato la zona meridionale rimasta capitale di Cipro, Stato membro dell’Unione europea, e dall’altro quella settentrionale divenuta capitale dell’autoproclamato governo della Repubblica turca di Cipro del Nord dopo l’invasione del 1974. Riconosciuta solo dalla Turchia.

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