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Migranti: rivolta in un centro di detenzione in Polonia, rimpatri da Minsk

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Di Euronews
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Migranti: rivolta in un centro di detenzione in Polonia, rimpatri da Minsk
Diritti d'autore  Maxim Guchek/BelTA via AP

Una rivolta è esplosa giovedì nel centro di detenzione di Wedryz, in Polonia occidentale, dove si trovano 600 migranti che sono riusciti ad attraversare il confine bielorusso.

A riferirlo è stato il vice ministro degli interni Maciej Wasik, secondo il quale ai disordini avrebbero partecipato un centinaio di persone: da giorni chiedevano un trasferimento verso la Germania o il rimpatrio in Iraq, protestando per le condizioni in cui sono tenute.

i disordini, sarebbero stati subito sedati dall'intervento della polizia e delle guardie di frontiera.

"Ieri c'è stata quella che credo dovrebbe essere chiamata una ribellione" ha detto Wasik. "Un gruppo di oltre 100 migranti ha iniziato a demolire gli edifici in cui vivono, rompendo le finestre, strappando le sbarre, distruggendo attrezzature, sgabelli, biancheria da letto, e chiedendo la libertà o condizioni migliori, un passaggio in Germania o la deportazione in Iraq",

Stanislaw Zaryn, un portavoce dei servizi speciali polacchi, ha detto in un'intervista radiofonica che la maggior parte degli uomini venivano dall'Iraq e volevano andare in Europa occidentale, soprattutto in Germania.

I rimpatri da Minsk

Migliaia di migranti restano invece bloccati in Bielorussia, dove - dopo le morti per assideramento nei boschi - il governo ha approntato dei centri logistici per fornire cibo e riparo: vistando uno di questi centri, nelle vicinanze del confine, l'autocrate Alexander Lukashenko - forte della recente apertura di dialogo con Angela Merkel - ha promesso di intercedere presso i governi occidentali.

"Tutto ciò che io e le autorità statali della Bielorussia possiamo fare, lo faremo." ha detto "Chiederemo insistentemente agli stati occidentali di aiutarvi".

Nel frattempo, le operazioni di rimpatrio sono iniziate all'aeroporto di Minsk, dove due voli sono già decollati riportando in Iraq oltre 600 persone.

Un ulteriore aereo dovrebbe partire questo sabato, mentre sono sempre più i migranti che - dopo settimane trascorse a vagare a vuoto nei boschi - si convincono a tornare a casa.