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In Islanda è baby boom. Record di nascite nel 2021 dovuto a chiusure e congedo parentale

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Di Debora Gandini
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In Islanda è baby boom. Record di nascite nel 2021 dovuto a chiusure e congedo parentale
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In Islanda è baby boom. Nel paese all’estremo nord dell’Europa c’è chi ha usato i confinamenti e le restrizioni per stare a casa e divertirsi nel modo più naturale al mondo. E così, stando agli ultimi dati, il 2021 è l’anno record di nascite, eclissando il primati del 2017 dovuto, dicono, alla storica vittoria della nazionale islandese contro l’Inghilterra agli Europei di calcio “Francia2016”.

Secondo gli esperti il picco di nascite in Islanda dipende dalle chiusure dovute al Covid ma non solo. Molto dipende anche dalla nuova legge sul congedo parentale che passa da nove a 12 mesi.

Non è la prima volta che l'Islanda reagisce ai periodi neri con un baby boom. Dopo la crisi finanziaria del 2010 e la successiva perdita di migliaia di posti di lavoro, il Paese registrò un clamoroso aumento delle nascite. E anche questa volta è accaduto un evento simile, come ci spiega una giovane madre. "Nei miei piani c’era quello di comprare una casa con il mio compagno, poi c’era il matrimonio e quindi i figli. A causa della pandemia le nozze non ci sono state né lo scorso anno né quest’anno, ma noi abbiamo deciso di provare lo stesso a mettere su famiglia. E questo è l’ottimo risultato.”

Un ragionamento quello di questa giovane donna condiviso da molte altre coppie, visti i risultati. C’è chi li ha già definiti i figli del lockdown, chi quelli della ripresa o rinascita. Nella speranza che il virus sia presto solo un ricordo lontano, l’Islanda brinda ai suoi 5.000 bimbi venuti al mondo nel 2021.