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Cile, verso un ballottaggio destra/sinistra

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Di euronews
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Cile, verso un ballottaggio destra/sinistra
Diritti d'autore  Esteban Felix/AP

Sarà il ballottaggio del 19 novembre a decidere il prossimo presidente cileno. La sfida è tra Josè Antonio Kast e Gabriel Boric: di estrema destra il primo, espressione del movimento degli studenti il secondo. Dopo lo spoglio di poco meno dell'80 per cento dei voti, Kast, col 27.99 per cento è il vantaggio su Boric, che lo segue con il 25.67.

Il candidato ultraconservatore che non nasconde la sua ammirazione per la dittatura del generale Augusto Pinochet, incassa il risultato come se avesse la vittoria in tasca, e promette un Cile tutto legge, ordine e disciplina. "Da oggi ogni donna che non può tornare tranquilla a casa per la delinquenza e la violenza avrà la speranza di vivere in pace".

Tutt'altro i programma politico di Gabriel Boric, che negli ultimi due anni ha diretto le proteste studentesche contro il carovita e per una nuova Costituzione. La sua agenda economica punta a rafforzare lo stato sociale, ad abbattere il tasso di povertà e a ridurre le forti diseguaglianze tra i cileni.

Il presidente uscente, il democristiano Sebastian Piñera, il cui spazio politico è stato letteralmente spazzato via dagli elettori, ha chiesto a Kast e Boric di "cercare la via della responsabilità e non del populismo". Tuttavia la netta polarizzazione politica fa presagire una campagna elettorale dai toni accesi, con l'estrema destra che punta alla mobilitazione evocando Cuba e il comunismo, e la sinistra che invita gli indecisi a scendere in campo "contro la paura, e per un Cile diverso e più giusto".