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Migranti, Asse Minsk-Mosca per una reazione congiunta. Colloquio Lavrov-Makei

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Di Debora Gandini
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Migranti, Asse Minsk-Mosca per una reazione congiunta. Colloquio Lavrov-Makei
Diritti d'autore  Yury Kochetkov/AP

Tra monito e avvertimenti, la crisi migratoria al confine tra Polonia e Bielorussia preoccupa i governi dell’Unione europea. I migranti ammassati lungo quel filo spinato che divide i due paesi sono migliaia mentre Minsk spera ora i una "reazione congiunta" con Mosca per contrastare l’emergenza.

Dopo un incontro tra il ministro degli Esteri bielorusso Vladimir Makei e il suo omologo russo Sergei Lavrov, una stretta di mano ha suggellato la firma di un piano di azioni coordinate. Makei non ha risparmiato accuse all'Occidente, ritenuto colpevole di aver orchestrato la crisi migratoria in corso per imporre nuove sanzioni contro la Bielorussia. "Minsk non è responsabile di questi flussi, ha detto Makei. La rotta del Mediterraneo funziona come la rotta balcanica. I migranti vengono accolti e viene garantita la protezione necessaria.”

Minsk: accuse infondate

Secondo quanto sostiene il Presidente Alexander Lukashenko le truppe bielorusse, a differenza di quelle polacche, sono impegnate a fornire cibo e aiuti ai migranti in un campo di fortuna allestito nei pressi del confine polacco. Puntando il dito contro Varsavia.

A fianco della Bielorussia si è schierato ancora una volta il Cremlino, alleato fedele. “I paesi dell'Europa orientale continuano a fare pressione su Bruxelles e ma anche sulla Nato per fomentare tensioni con la Russia e Minsk, ha dichiarato Lavrov. Quello che ci auguriamo è che gli europei responsabili, in particolare quei paesi più influenti nell’Unione, dimostrino forza di volontà e non si lascino trascinare in questa spirale infinita che alla fine può rivelarsi molto pericolosa."

Il monito dell'Europa

In Europa la cancelliera uscente Angela Merkel ha avuto una telefonata con il presidente russo Vladimir Putin sulla situazione ai confini fra Polonia e Bielorussia. Nel colloquio la Merkel ha chiesto al leader del Cremlino di intervenire ed esercitare la sua influenza su Aleksandr Lukashenko, definendo "disumana e del tutto inaccettabile" la "strumentalizzazione" dei migranti in atto.”

In questo contesto di crescente tensione, la Polonia ha annunciato di aver arrestato oltre 50 migranti al confine dopo che avevano attraversato illegalmente la frontiera.

ll portavoce del governo polacco Piotr Muller ha affermato che si stima che fino a 4.000 migranti si siano radunati al confine orientale nei campi vicino a Kuznica. Una situazione per Varsavia che sta diventando un’emergenza senza precedenti.

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA