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Facebook, audizione di Frances Haugen al Parlamento europeo

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Di Euronews
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Facebook, audizione di Frances Haugen al Parlamento europeo
Diritti d'autore  Matt Dunham/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo ha organizzato un'audizione pubblica avente ad oggetto le "testimonianze degli informatori sull'impatto negativo dei prodotti delle grandi aziende tecnologiche sugli utenti".

Presente l'informatica statunitense Frances Haugen, ex dipendente di Facebook, divenuta nemica giurata del colosso telematico.

La donna ha già testimoniato davanti ai legislatori statunitensi e britannici ed in settimana sarà ascoltata anche davanti all'Assemblea nazionale transalpina dai deputati della commissione Affari economici e della commissione Legislazione.

"Sono qui oggi - dice - perché credo che i prodotti di Facebook danneggino i bambini, alimentino la divisione, indeboliscano la nostra democrazia e molto altro.

La leadership dell'azienda conosce i modi per rendere più sicuri Facebook e Instagram, ma non apporterà i cambiamenti necessari perché ha messo i suoi profitti imminenti prima delle persone".

Andrew Harnik/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.
AP PhotoAndrew Harnik/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.

"Quello che sappiamo è già abbastanza per fare nuove leggi - dice Andreas SCHWAB, eurodeputato - ma ci sono sicuramente nuove proposte, nuove idee, nuove preoccupazioni che sono state sollevate durante l'audizione.

Ci chiediamo (anche in relazione alla normativa di cui si discute in questo momento) se non sia il caso di cercare dei fiduciari che indaghino all'interno delle società, affinché si possa davvero fare in modo che le leggi siano applicate sugli algoritmi, sulle piattaforme dei social e sulle pubblicità, in modo che sia sicura la loro corretta applicazione".

Da più di un mese, i cosiddetti "Facebook Papers", migliaia di documenti interni divulgati da Haugen, mostrano come il gruppo californiano fosse consapevole di potenziali errori dei propri social - contenuti su Instagram per adolescenti, disinformazione - ma ha scelto, in parte, di ignorarli, per preservare i suoi profitti.

Secondo la donna, la società può effettivamente sorvegliare al massimo un quinto della disinformazione sui vaccini che appare sulla piattaforma, rea di potenziare la diffusione di false informazioni sul coronavirus, nonostante avesse dichiarato di aver pianificato la rimozione di post che contenevano dichiarazioni inesatte sui vaccini e della disinformazione sul coronavirus.