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La Polonia condannata a pagare un milione al giorno per la sue politiche giudiziarie

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Di Stefan Grobe
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La Polonia condannata a pagare un milione al giorno per la sue politiche giudiziarie
Diritti d'autore  MATEUSZ SLODKOWSKI/AFP

Questa settimana, la Corte di giustizia europea ha intensificato il contenzioso in corso con la Polonia multando il paese con un milione di euro al giorno per aver ignorato una sentenza che imponeva di sospendere le sue controverse modifiche al sistema giudiziario. Se la Polonia si rifiuta di pagare la multa, essa continuerà ad accumularsi. La mossa dei giudici lussemburghesi è stata subito denunciata a Varsavia come ricatto.

Michal Wojcik, consigliere del primo ministro polacco: "Questa è una decisione senza base giuridica. Si tratta di istituzioni che operano al di là del loro potere legale. Ci deve essere un verdetto finale per imporre una sanzione a uno Stato membro. Non c'è verdetto, questa è una procedura precauzionale".

Al contrario, l'opposizione polacca ha criticato aspramente il governo per aver minato la democrazia.

Così Kamila Gasiuk-Pihowicz, portavoce dell'opposizione polacca: "Per 6 anni, il PiS, partito di maggioranza relativa, ha distrutto la democrazia polacca infrangendo sia la Costituzione che i trattati dell'UE. Per anni abbiamo avvertito che sarebbe finità così".

La Corte di giustizia europea ritiene che la riforma giudiziaria polacca comprometterebbe seriamente l'indipendenza dei giudici. Pertanto, un'azione legale contro la Polonia è necessaria, affermano i giudici, per proteggere l'ordinamento giuridico dell'Unione europea e gli stessi valori su cui si fonda tale unione: lo stato di diritto. Ed è per questo che non può esserci alcun compromesso, secondo gli altri Stati membri dell'Ue.

Dice Alexander De Croo, Primo Ministro belga: "Si tratta della stragrande maggioranza degli Stati membri, dai Paesi baltici al Portogallo, che concordano sul fatto che la nostra Unione sia un'unione di valori, non un bancomat. Non puoi intascare i soldi ma rifiutarne i valori". Non è chiaro come potrebbe esserci una soluzione soddisfacente alla crisi.

Poiché quasi il 90% dei polacchi vede l'UE favorevolmente, il governo polacco esita a perseguire una strategia Brexit fatta di ponti bruciati. È la forte volontà della popolazione polacca che tiene insieme le cose, per ora. Abbiamo assistito a un simile ruolo decisivo dell'opinione pubblica durante la pandemia di covid, quando i leader dell'UE e nazionali all'inizio stavano lottando per ricoprire il ruolo di gestori della crisi.

Come il processo decisionale europeo si è sviluppato dall'improvvisazione alla leadership audace, ispirata dall'opinione pubblica, viene analizzato in un nuovo libro – e, naturalmente, abbiamo voluto sentire l'autore.

Insieme a me ora c'è lo storico e filosofo politico olandese Luuk van Middelaar, il cui nuovo libro “Pandemonium – Saving Europe” è appena uscito sugli scaffali di tutto il mondo. Benvenuto nel programma.

Euronews: La crisi del covid è lungi dall'essere finita, eppure Lei ha già elaborato un'affascinante analisi del processo decisionale europeo durante la pandemia. Questo fa sorgere la domanda: perché questo libro e perché ora?

Luuk van Middelaar: Beh, ho pensato che fosse importante capire come l'Europa ha reagito a quella crisi. E ciò che mi ha colpito fin dall'inizio è che, mentre la risposta iniziale è stata molto deludente, non stava succedendo nulla da parte dell'UE, c'è stata una svolta notevole nel giro di pochi mesi tra la primavera e l'estate del 2020. E alla fine , già in quel breve spazio, l'UE ha preso due decisioni di grande respiro sia sul fronte economico con i famosi fondi di risanamento corona, ma anche sul fronte della salute pubblica, cosa forse ancora più notevole con la decisione di acquistare, insieme , i vaccini per tutti i cittadini dell'UE per oltre 450 milioni di persone. Quindi, è stato piuttosto sorprendente e mostra davvero l'UE in azione.

Euronews: In un capitolo parla della “sensibilizzazione alla cosa pubblica europea” e del ruolo forte che l'opinione pubblica ha svolto durante la crisi. Ci parli di questo: perché, secondo Lei, è straordinario?

Luuk van Middelaar: Di fronte all'inazione delle istituzioni di Bruxelles, di fronte anche all'egoismo delle capitali nazionali e degli stati membri c'è stata una protesta pubblica per l'aiuto e la solidarietà. È stata l'opinione pubblica a guidare l'azione e far scattare alcune di queste decisioni. E questo è qualcosa di nuovo. Ci sono state interviste rilasciate in tutta Europa da politici, non solo alle proprie opinioni pubbliche, ma anche ai loro vicini. C'erano sindaci italiani che compravano spazi pubblicitari sui giornali tedeschi perché volevano che l'Italia fosse aiutata dalla Germania. M fa piacere che l'Europa abbia collaborato e che anche la stampa abbia avuto un ruolo importante. È emersa una sorta di sfera pubblica euopea, affascinante.

Euronews: Come spiega che la Conferenza in corso sul futuro dell'Europa, che dovrebbe essere una piattaforma per i cittadini, sia stata finora ampiamente ignorata dal pubblico?

Luuk van Middelaar: Beh, penso che forse il pubblico si renderà conto che quel tipo di raduno non cambierà radicalmente il modo in cui l'UE è gestita. È bello poter dare qualche input, ma credo che, francamente, sia già abbastanza difficile da organizzare a livello nazionale. Funziona a livello locale e funziona davvero affinché le persone diano input su ciò che le riguarda nella loro vita quotidiana. Ma qui, devo dire, non ho mai avuto aspettative molto alte.

Luuk van Middelaar, filosofo politico e grande conoscitore di tutto ciò che riguarda Bruxelles, grazie per essere intervenuto.

Se c'è un'altra cosa su cui politici e cittadini sono sulla stessa lunghezza d'onda, è l'amore per il cioccolato. Alla Fiera del cioccolato di Parigi, le modelle hanno indossato abiti fatti di cioccolato durante una sfilata di moda. Abiti tutti da mangiare.

L'anno scorso l'evento è stato annullato a causa della pandemia di COVID-19 e le 10 creazioni presentate questa settimana hanno simboleggiato un ritorno alla normalità per gli artigiani del cioccolato. Magari vi abbiamo qualche idea visto che Natale si avvicina