This content is not available in your region

Il golpe in Sudan accende un nuovo focolaio di tensione in Africa Orientale

Access to the comments Commenti
Di euronews
euronews_icons_loading
Il golpe in Sudan accende un nuovo focolaio di tensione in Africa Orientale
Diritti d'autore  Ashraf Idris/AP

In Sudan non si placa l'incendio degli scontri tra i militari golpisti e i sostenitori del governo civile rovesciato nella notte tra domenica e lunedì. Sono almeno dieci i manifestanti anti-putsch uccisi dal fuoco dei soldati, decine i feriti. I sudanesi sono scesi ancora in piazza questo martedì.

L'esercito ha proclamato lo stato d'assedio, sciolto le istituzioni civili, arrestato il primo ministro di transizione Abdalla Hamdok e altri esponenti politici. Il generale in carica, Abdel Fattah al-Burhane, ha parlato pubblicamente per la prima volta, spiegando di aver esautorato tutte le autorità di transizione, perché "alcuni stavano attaccando l'esercito", ha detto.

Ha anche svelato dove si trova il premier Abdallah Hamdok, di cui la comunità internazionale chiede la liberazione. "Il Primo Ministro era a casa sua, ma avevamo paura gli venisse fatto del male", ha dichiarato il generale in conferenza stampa. "Ora è con me a casa mia, eravamo insieme ieri sera e sta continuando la sua vita normalmente. Tornerà a casa quando la crisi sarà finita e non ci saranno più minacce, ma per ora è a casa mia".

La comunità internazionale preoccupata

L'instabilità in Africa Orientale preoccupa la comunità internazionale. Washinton ha adottato infatti misure economiche pre-sanzionatorie contro la giunta putchista, e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha già annunciato una riunione ad hoc.

Ned Price, portavoce del Dipartimento di Stato Usa ha detto: "Gli Stati Uniti sospendono lo stanziamento di 700 milioni di dollari in aiuti di emergenza per il Sudan. I fondi servivano a sostenere la transizione democratica del Paese, adesso riesamineremo i nostri programmi per il Sudan".

I prossimi passi

Il capo della giunta militare, il generale Abdel Fattah Burhan ha annunciato la nomina di un governo tecnico che possa condurre il Paese alle elezioni del 2023. L'alto ufficiale ha però detto chiaramente che i miltari continueranno a rivestire ruoli di responsbilità sia esecutiva che legislativa nelle istituzioni dello Stato.

-/AFP
Il Generale Fattah al-Burhan ha assunto la guida della giunta militare golpista-/AFP

È l'epilogo della difficile transizione compartita tra civili e militari a Khartoum dal rovesciamento del regime autoritario e di ispirazione islamista del filo saudita Omar al Bashir nel 2019. La questione sudanese rientra nel copione della rivalità, ormai globale, tra l'asse Arabia Saudita-Egitto, da un lato, e il sodalizio fra Turchia e Qatar dall'altro.