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Guerra con l'Iran fa impennare il carburante e i prezzi delle rotte alternative al Medio Oriente

La maggiore domanda per i voli che evitano scali in Medio Oriente e nel Golfo comporta costi più alti per i passeggeri.
L’aumento della domanda per le rotte aeree che evitano scali in Medio Oriente e nel Golfo sta facendo lievitare il prezzo dei biglietti. Diritti d'autore  Richard Liu
Diritti d'autore Richard Liu
Di Rebecca Ann Hughes
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Voli che evitano il Medio Oriente: aumentano i prezzi per i passeggeri dato che la maggiore domanda per le rotte aeree che evitano scali in Medio Oriente e nel Golfo significa un aumento delle tariffe

I viaggiatori si trovano ad affrontare tariffe aeree in aumento e una riduzione dei collegamenti, mentre il conflitto in Medio Oriente fa impennare i prezzi del petrolio.

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Gli esperti prevedono che il costo dei biglietti potrebbe restare alto per mesi, anche se la guerra dovesse allentarsi. Oltre al caro-carburante, l'aumento della domanda sui voli che evitano scali in Medio Oriente e nel Golfo sta facendo lievitare ulteriormente i prezzi per i passeggeri.

Quali compagnie stanno alzando le tariffe?

La guerra che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran ha fatto schizzare il prezzo del petrolio, a causa degli attacchi alle raffinerie nella regione e dell'impossibilità di trasportare il greggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Di conseguenza aumentano anche i costi del carburante per gli aerei.

Cathay Pacific, AirAsia e Thai Airways sono tra le numerose compagnie che stanno aumentando le tariffe per compensare questi rincari.

Durante un incontro con i media mercoledì, Ronald Lam, amministratore delegato di Cathay Pacific, ha dichiarato che il costo del carburante dall'inizio del mese è il doppio della media dei due mesi precedenti.

La compagnia ha aggiornato i supplementi carburante, che incideranno su tutte le sue rotte a partire dal 18 marzo.

AirAsia ha annunciato giovedì un aumento temporaneo dei prezzi dei biglietti e dei supplementi carburante, promettendo di rivedere le tariffe in base all'evoluzione del mercato.

I vertici di Thai Airways hanno spiegato alla stampa di aspettarsi un rincaro delle tariffe tra il 10% e il 15%, mentre Qantas ha fatto sapere di aver aumentato i prezzi in misura diversa a seconda delle rotte.

La scandinava SAS ha comunicato di aver introdotto un "adeguamento temporaneo dei prezzi". Anche Air New Zealand ha ritoccato le tariffe. In una risposta via e-mail a Reuters, la compagnia ha spiegato di aver aumentato di 10 dollari neozelandesi (5,10 euro) le tariffe di sola andata in economy sulle rotte interne, di 20 dollari neozelandesi (10,20 euro) sui collegamenti di corto raggio e di 90 dollari neozelandesi (45,90 euro) sui voli a lungo raggio.

Altre compagnie che dispongono di coperture sul carburante, che bloccano in anticipo il prezzo di una parte dei consumi futuri, sono riuscite a garantirsi una quota delle forniture a prezzi fissi, tra cui Lufthansa e Ryanair, secondo Reuters.

Migliaia di voli cancellati

Air New Zealand ha annunciato anche una riduzione del 5% dei propri servizi. La compagnia ha cancellato circa 1.100 voli tra il 16 marzo e il 3 maggio, con possibili disagi per circa 44.000 passeggeri.

Decine di vettori hanno inoltre prorogato la sospensione dei voli verso destinazioni in Medio Oriente.

Finnair ha cancellato i collegamenti con Doha e Dubai fino al 29 marzo e non sorvola lo spazio aereo di Iraq, Iran, Siria e Israele.

La compagnia italiana ITA Airways ha sospeso i voli per Tel Aviv fino al 2 aprile ed esteso le cancellazioni per Dubai fino al 28 marzo.

I voli KLM per Dubai sono sospesi fino al 28 marzo, mentre i collegamenti con Tel Aviv resteranno cancellati per il resto della stagione invernale.

Il gruppo Lufthansa, che comprende Lufthansa, Austrian Airlines, Swiss e Brussels Airlines, ha cancellato i voli per Tel Aviv fino al 2 aprile e quelli per Dubai fino al 28 marzo.

Wizz Air ha sospeso i voli verso Israele fino al 29 marzo e ha cancellato i collegamenti per Dubai, Abu Dhabi, Amman e Gedda dagli aeroporti dell'Europa continentale fino a metà settembre.

Anche diversi vettori extraeuropei, tra cui Delta, Cathay Pacific e Air Canada, hanno modificato orari e frequenze.

Questi disservizi stanno spingendo ancora più in alto le tariffe, perché cresce la domanda di rotte alternative che evitano il Medio Oriente.

Di recente Cathay Pacific ha fatto notizia per aver messo in vendita biglietti di andata e ritorno in business class tra Sydney e Londra, per aprile, al prezzo di 39.577 dollari australiani (24.142 euro).

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