L’escalation in Medio Oriente e il petrolio oltre i 100 dollari al barile potrebbero causare uno shock stagflattivo in Europa, avverte il commissario Ue Valdis Dombrovskis
Un’ulteriore escalation del conflitto in Medio Oriente potrebbe avere conseguenze pesanti per l’economia europea. Lo ha dichiarato il commissario europeo Valdis Dombrovskis in un’intervista a Euronews, avvertendo che un prolungamento delle tensioni potrebbe generare uno “shock da stagflazione” nel continente.
Secondo il vicepresidente della Commissione Ue, l’impatto economico dipenderà soprattutto dalla durata e dall’estensione del conflitto nella regione. Se le ostilità dovessero continuare e interrompere ulteriormente il trasporto di petrolio e gas, l’Europa potrebbe trovarsi ad affrontare contemporaneamente aumento dei prezzi e rallentamento della crescita.
Petrolio oltre i 100 dollari e mercati sotto pressione
Le tensioni sono esplose dopo gli attacchi dell’Iran ai Paesi del Golfo e il blocco dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi energetici del mondo. L’instabilità ha scosso i mercati globali dell’energia, facendo schizzare il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile.
A rendere ancora più incerto il quadro è l’operazione militare condotta da Israele e Stati Uniti, sui cui obiettivi e tempistiche permangono forti interrogativi. Il presidente americano Donald Trump ha definito l’attacco in modo ambiguo, parlando sia di “guerra” sia di una semplice “incursione”.
Il rilascio delle riserve strategiche di petrolio
Per contenere l’instabilità del mercato energetico, mercoledì un gruppo di 32 Paesi – tra cui gli Stati Uniti e i membri del G7 Germania e Francia – ha concordato un rilascio straordinario di circa 400 milioni di barili dalle riserve strategiche.
L’operazione è stata coordinata dalla Agenzia Internazionale dell’Energia, che ha definito la situazione attuale una sfida di “portata senza precedenti” per il mercato petrolifero globale.
Dombrovskis ha accolto positivamente la decisione, sottolineando che l’immissione di nuove forniture sul mercato potrebbe aggiungere “volumi sostanziali” in un momento di forte instabilità. Tuttavia, nonostante l’annuncio del più grande rilascio di riserve della storia dell’agenzia, il prezzo del petrolio ha nuovamente superato i 100 dollari al barile per la seconda volta nella settimana.
La volatilità dei prezzi è aggravata anche dal proseguimento degli attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche della regione. Secondo Dombrovskis, durante la notte Teheran avrebbe colpito un importante deposito di petrolio in Oman, continuando a prendere di mira strutture strategiche.
“L’Iran continua a colpire le infrastrutture energetiche e i volumi delle riserve strategiche non sono ancora arrivati sul mercato. È questo che alimenta la volatilità”, ha spiegato il commissario europeo.
L’Europa punta alla de-escalation
Alla domanda se gli Stati Uniti abbiano condiviso con gli alleati un piano per le prossime fasi del conflitto, Dombrovskis ha affermato che l’Europa non è stata informata in anticipo dell’operazione militare.
L’Unione europea, ha sottolineato, sta concentrando i propri sforzi sulla de-escalation del conflitto e sul dialogo con i Paesi della regione.
Nel frattempo, durante il recente vertice del G7 ospitato dal presidente francese Emmanuel Macron, i leader hanno ribadito l’impegno a difendere i Paesi del Golfo, colpiti dagli attacchi iraniani che hanno preso di mira basi militari statunitensi ma anche infrastrutture civili, aeroporti e strutture turistiche.
L’obiettivo di Teheran, secondo diversi osservatori, sarebbe quello di colpire non solo obiettivi militari ma anche l’economia della regione, aumentando ulteriormente la pressione sui mercati energetici globali.