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L'antisemitismo corre sui social media. A Malmö il Forum Internazionale sull'Olocausto

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Di Debora Gandini
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Olocausto. Forum Internazionale a Malmo
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L'Olocausto ci ha insegnato una semplice verità: il silenzio è il primo passo per l'accettazione e il silenzio è complicità. Così il presidente del Consiglio europeo Charles Michel è intervenuto al Forum Internazionale di Malmo in Svezia sulla memoria della Shoah. Un convegno dove i partecipanti si sono concentrati sul problema dell’antisemitismo, in aumento specie sui social media.

Il Primo ministro svedese Stefan Löfven ha sottolineato che il Forum non vuole solo promulgare un’altra dichiarazione, ma incoraggiare le delegazioni a presentare misure concrete per promuovere la memoria dell'Olocausto e combattere l'antisemitismo e ogni forma di razzismo.

La conferenza ha come scopo quello di compiere ulteriori passi in avanti per combattere queste forme di odio attraverso una serie di impegni per rendere sempre vivo il ricordo dell’Olocausto e di tutte le forme e gli episodi recenti di discriminazione. Diversi leader internazionali hanno esortato tutti i paesi a rendere noti file governativi segreti sulla campagna di sterminio nazista e a promuovere l'educazione sul genocidio.

Il triste primato dei paesi dell'Europa orientale

In Europa c’è un’ondata di antisemitismo come non si vedeva da ottant’anni a questa parte. Secondo un rapporto dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA) paesi come Grecia, Polonia, Romania e Ungheria detengono il triste primato.

Secondo un rapporto commissionato dalla Action and Protection League (APL), più di un terzo di greci e polacchi (36%) e il 30% degli ungheresi intervistati ritengono che "gli ebrei non saranno mai in grado di integrarsi pienamente nella società”. La credenza in una "rete ebraica segreta che influenza gli affari politici ed economici nel mondo" è condivisa dal 58% dei greci, dal 39% degli ungheresi e dal 34% degli slovacchi, ma anche dal 28% dei francesi.

Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi sono gli stati dove la tendenza a relativizzare l'Olocausto è più debole. Nel complesso, un quarto degli intervistati concorda sul fatto che le politiche condotte da Israele consentono loro di capire perché alcuni odiano gli ebrei”. Dall’indagine emerge chiaramente nei paesi dell'Europa occidentale c'è più un sentimento anti-israeliano mentre nei paesi dell'Europa orientale c'è un antisemitismo più tradizionale.