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Gli adesivi di Kosovo e Serbia per evitare la guerra delle targhe

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Di euronews e ansa
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Gli adesivi di Kosovo e Serbia per evitare la guerra delle targhe
Diritti d'autore  Visar Kryeziu/2021 The Associated Press
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Scatta la seconda fase dell'accordo sulle targhe nel nord del Kosovo, un' intesa fra Belgrado e Pristina con la mediazione Ue. Ai valichi dei riaperti valichi di Jarinije e Brnjak, messi sotto il controllo dei militari della Kfor, agli automobilisti vengono consegnati bollini adesivi da apporre sulle targhe, che non verranno più sostituite come avveniva in precedenza.

I bollini della vergogna

I bollini con i simboli statali del Kosovo coprono le targhe serbe in entrata e in circolazione in Kosovo, quelli con i simboli della Serbia vengono apposti sulle targhe dei veicoli in entrata dal Kosovo. Un regime, questo, provvisorio che resterà in vigore fino a quando uno speciale gruppo di lavoro formato da rappresentanti serbi, kosovari e della Ue non avrà messo a punto una nuova normativa definitiva sull'uso delle targhe automobilistiche di Serbia e Kosovo.

Si prevede che ciò potrà avvenire entro sei mesi, e una prima riunione di questo gruppo di lavoro è prevista per il 21 ottobre prossimo a Bruxelles.

Una crisi che viene da lontano

La crisi e la pericolosa situazione di tensione andava avanti dal 20 settembre, quando la popolazione serba nel nord del Kosovo era scesa in strada per protestare contro l'obbligo del cambio di targa imposto da Pristina per i veicoli serbi in circolazione in Kosovo. Nella regione erano affluiti centinaia di agenti della polizia speciale kosovara (Rosu), armati e appoggiati da mezzi blindati, che avevano fronteggiato per 13 giorni i dimostranti.

"Mettici una pecetta"

Il Kosovo e la Serbia hanno dichiarato lunedì che stavano usando adesivi per coprire i reciproci emblemi di stato sulle targhe delle auto a seguito dell'accordo raggiunto dai due paesi per allentare le tensioni innescate da una disputa sulle targhe dei veicoli. Sabato la missione Kosovo Force guidata dalla NATO ha preso il controllo dell'area vicino a due valichi di frontiera Kosovo-Serbia per due settimane. La KFOR, con circa 4.000 soldati provenienti da 28 paesi, è guidata dalla NATO ma è sostenuta dalle Nazioni Unite, dall'Unione Europea e da altri.