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Georgia: l'ex presidente Saakachvili torna dall'esilio e viene subito arrestato

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Di Euronews Agenzie:  ANSA
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L'ex presidente Saakashvili in una foto del 2013
L'ex presidente Saakashvili in una foto del 2013   -   Diritti d'autore  Efrem Lukatsky/Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.
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È stato un uomo libero nel suo Paese per poche ore Mikheïl Saakachvili. Il premier georgiano, Irakli Garibashvili, ha infatti annunciato questo venerdì pomeriggio l'arresto dell'ex presidente, che poche ore prima aveva postato un video su Facebook nel quale diceva di aver interrotto l'esilio, durato otto anni. Secondo i media georgiani, il 53enne è detenuto in una prigione a Rustavi, vicino alla capitale.

"Ho rischiato la mia vita e la mia libertà pur di tornare", diceva nel filmato Saakashvili, affermando di trovarsi a Batoumi, sul Mar Nero. Il governo georgiano aveva avvertito che sarebbe stato arrestato subito, all'arrivo nel Paese, poiché ricercato per "abuso di potere", caso per il quale è stato condannato in contumacia a sei anni di carcere, nel 2018.

Nei giorni scorsi l’ex Capo di Stato aveva fatto sapere di aver acquistato un biglietto aereo Kiev-Tbilisi per il 2 ottobre, giorno delle elezioni amministrative in Georgia. Voleva esserci, per sostenere il partito da lui fondato, Movimento Nazionale Unito. Ci sarà, ma non da uomo libero.

L'ex leader - fuggito dalla Georgia nel 2013, condannato in seguito per abuso di potere, accuse che ritiene politicamente motivate - è rientrato con il chiaro motivo di ribaltare il dominio del partito Sogno Georgiano, fondato e guidato dal miliardario Bidzina Ivanishvili.

Per Saakashvili le elezioni locali di domani sono un "referendum" su governo e partito. Cosìha esortato i suoi compatrioti "a scendere nelle strade delle città e dei villaggi immediatamente dopo la chiusura dei seggi elettorali" e "a difendere la vittoria" - dando vita così ad unaseconda rivoluzione delle rose, che nel 2003 portò alle dimissioni di Eduard Shevardnadze senza un colpo sparato in piazza.

La situazione in Georgia e la vista lunga dell'Unione europea

La Georgia è da mesi sconvolta da una profonda crisi politica,che vede contrapposte le opposizioni a Sogno Georgiano. Le tensioni in piazza hanno spesso portato a scontri con le forze dell'ordine e vari assalti al Parlamento. Nell'aprile scorso si è arrivati così a un accordo mediato dal presidente del

Consiglio Europeo Charles Michel: se alle elezioni di domani Sogno Georgiano non raggiungerà la soglia del 43% nella lista dei partiti, allora il governo chiamerà le elezioni parlamentari anticipate (accordo poi stracciato dal partito di Ivanishvili in luglio). La situazione dunque potrebbe diventare ancora più instabile.

Le carambole di Saakashvili

Il presidente georgiano Salome Zourabichvili ha invitato tutte le forze politiche del Paese a garantire che le elezioni locali del 2 ottobre si svolgano in un'atmosfera aperta, equa e libera. La società georgiana, secondo il presidente, non si sta preparando "a scendere in piazza" e non ha intenzione di seguire "nessun partito lungo questo percorso distruttivo". "Il tempo dello scontro civile è passato in Georgia, e non tornerà mai più", ha assicurato. Ma l'effetto Saakashvili potrebbe far saltare i calcoli. Governatore di Odessa, in Ucraina, dal 2015 al 2016, l'ex presidente prese la cittadinanza ucraina e rinunciò a quella georgiana, salvo poi litigare con l'allora leader Petro Poroshenko che lo licenziò e gli levò il passaporto, rendendolo apolide. Dopo un periodo in Olanda, la pace con l'Ucraina di Volodymyr Zelensky. Ora l'ultima sfida in patria - forse ispirato dalle gesta di Alexei Navalny.