ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Ultimo volo da Kabul

Access to the comments Commenti
Di Paolo Alberto Valenti  & ANSA
euronews_icons_loading
Ultimo volo da Kabul
Diritti d'autore  Wali Sabawoon/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
Dimensioni di testo Aa Aa

Si chiude nel peggiore degli scenari la guerra asimmetrica che ritma l'ultima fuga da Kabul. La coreografia è quella dei droni che colpendo i kamikaze in azione hanno ucciso anche bambini e civili. Il Pentagono, senza entrare nei dettagli, si è detto "a conoscenza" delle notizie di civili morti nel raid.

L'Isis risponde con una pioggia di razzi che i sistemi di difesa statunitense riescono in prevalenza a intercettare ma la tensione, la paura, la disperazione di coloro che tentano di salire sugli ultimi cargo in fila sulla pista si percepisce fino dentro le ossa. Un nuovo incidente potrebbe fare finire il sogno rincorso con tutta la forza della disperazione. E il sogno è anche quello dei soldati statunitensi che vogliono uscire indenni da queste ultime ore dopo l'ulteriore tributo di sangue dei giorni scorsi.

Tastare il polso dell'opinione pubblica

A Washington il ritmo lo battono le conferenze stampa per rassicurare l'opinione pubblica garantendo che tutto il possibile viene messo in campo. Ed ecco che John Kirby, il portavoce del Pentagono parla..." Dopo il nostro attacco al veicolo dei kamikaze abbiamo subito altri attacchi missilistici sull'aeroporto. Il flusso di minacce è reale e costante, in certi casi ben calibrato, prendiamo tutto molto sul serio, faremo così fino all'ultimo".

Razzi Katyusha

I jihadisti dello Stato Islamico hanno rivendicato il lancio di "sei razzi Katyusha" che volevano seminare altra morte, replicare la strage del 26 agosto, nelle adiacenze della pista di atterraggio, quella che ha ucciso oltre 170 persone di fronte ai cancelli dello scalo. Gli Stati Uniti hanno confermato l'attacco, non andato a segno: il Pentagono ha parlato di cinque razzi, di cui tre caduti fuori dall'aeroporto, uno neutralizzato dal sistema antimissili americano e un altro precipitato dentro il perimetro dello scalo, ma senza causare danni.

Nella basi Usa tedesche

Le basi americane in Europa si riempiono di afghani ma il flusso diretto da Kabul cessa. Gli ufficiali dell'avizione militare a stelle e strisce sono provati dal ritmo incessante di un ponte aereo che ha quadruplicato gli sforzi nelle ultime settimane. Josh Olsen, Brigadier General dell'86esimo stormo, parla con i giornalisti sulla pista di Ramstein: " Nulla è andato lentamente (...) Ho dovuto chiudere i cancelli per gli sfollati per un problema di sicurezza, solo allora le operazioni sono state rallentate per riprendere nel pomeriggio di domenica, abbiamo accolto il maggior numero possibile di sfollati per metterli al riparo prendendoci cura di loro". La base aerea americana di Ramstein è il più grande hub di accoglienza del ponte aereo ormai agli sgoccioli. File di tende militari sono state allestite anche ai margini della pista di atterraggio come casa temporanea per chi è fuggito da Kabul.

Le avanguardie di un esodo che potrebbe diventare biblico

Dal 14 agosto sono stati 6.000 gli americani evacuati dall'Afghanistan. Il totale degli evacuati ( senza distinzione di nazionalità) è salito così a 116.700. Ma tantissimi sono rimasti indietro e le preoccupazioni delle Nazioni Unite si rivolgono al futuro. Perché "una crisi più ampia è appena iniziata" per i 39 milioni di abitanti del Paese, ha avvertito Filippo Grandi, Alto Commissario Onu per i rifugiati. L'appello è al sostegno della popolazione, in ginocchio dopo due settimane dal ritorno dell'Emirato islamico.