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Vertice a Baghdad sul ruolo di mediatore dell'Iraq e sulle minacce regionali

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Di Cinzia Rizzi Agenzie:  AFP
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Vertice a Baghdad sul ruolo di mediatore dell'Iraq e sulle minacce regionali
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"Non bisogna abbassare la guardia". Questo il messaggio di Emmanuel Macron, in visita a Baghdad, in Iraq, dove questo sabato si tiene un vertice con i leader del Medio Oriente. L'incontro - al quale partecipano, tra gli altri, Arabia Saudita, Giordania, Iran, Kuwait, Qatar e Turchia - ha come obiettivo quello di dare all'Iraq un ruolo unificante, rafforzando la sua posizione come mediatore in una regione attraversata da diverse crisi.

Baghdad in particolare vorrebbe attenuare le tensioni tra Teheran e Riyad, che hanno interrotto le relazioni diplomatiche nel 2016. Ovviamente, sul tavolo delle discussioni c'è anche l'arrivo dei talebani al potere in Afghanistan e la "minaccia" rappresentata dallo Stato islamico, che ha rivendicato il sanguinoso attacco a Kabul.

"Sappiamo tutti che non dobbiamo abbassare la guardia, perché lo Stato Islamico rimane una minaccia", ha detto il presidente francese, dopo un incontro con il primo ministro iracheno Mustafa al-Kazimi. "E so che la lotta contro questi gruppi terroristici è una priorità del vostro governo. Vorrei assicurare che la Francia e la coalizione sono al vostro fianco".

L'Iraq conosce bene il nemico in questione. Il suo esercito ha combattuto fino a quattro anni fa al fianco della coalizione internazionale contro l'Isis, dichiarando la vittoria a fine 2017. Oggi le cellule jihadiste continuano a compiere attacchi, ma meno frequentemente. L'ultimo grande attacco suicida rivendicato dallo Stato Islamico a luglio ha ucciso più di 30 persone in un quartiere sciita di Baghdad.

Parigi fornisce all'Iraq sostegno militare, anche aereo, con una media di 600 uomini sul terreno, come parte della coalizione che continua a combattere - anche se non assiduamente come quattro anni fa - contro l'Isis.

Macron domenica domenica visiterà il Kurdistan iracheno e in seguito Mosul, simbolo della vittoria contro i jihadisti, che lo occuparono dal 2014 al 2017.