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Covid: l'ondata che non risparmia i bambini. Negli Usa sono il 15% dei casi giornalieri

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Di Cinzia Rizzi Agenzie:  AFP
Dei peluches sul letto di un bambino, in un ospedale pediatrico
Dei peluches sul letto di un bambino, in un ospedale pediatrico   -   Diritti d'autore  Christophe Ena/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Non si erano mai visti nelle precedenti ondate tanti bambini colpiti dal Covid come in questa. Alcuni finiscono in ospedale e - per fortuna pochi - anche in gravi condizioni. Basti guardare agli Stati Uniti, in particolare a due Stati del sud, Florida e Louisiana, attuale epicentro della pandemia oltreoceano.

"Abbiamo sicuramente visto un aumento dei casi qui, nel pronto soccorso e anche negli altri reparti dell'ospedale, nelle ultime due o tre settimane", ha detto all'agenzia AFP il dottor Marcos Mestre, direttore medico di un ospedale pediatrico di Miami.

A New Orleans, in Louisiana, in due sole settimane, almeno 20 bambini hanno contratto una forma grave di Covid. "Non ho mai visto niente di simile. In 35 anni in cui ho studiato le malattie infettive, non sono mai stato così preoccupato per i nostri bambini come adesso. Questa variante è il peggior incubo di un infettivologo", ha dichiarato Mark Kline, responsabile medico dell'ospedale pediatrico di New Orleans.

Mai così tanti bambini positivi

Secondo uno studio dell'American Academy of Pediatrics, negli Stati Uniti nella settimana dal 29 luglio all'8 agosto, si sono registrati 93.824 casi di Covid di bambini, che rappresentano il 15% del totale dei contagi settimanali (93.824 su 623.590), la percentuale più elevata da inizio pandemia. In due settimane (dal 22 luglio al 5 agosto) c'è stato un aumento del 4% nel numero di casi di bambini.

Per fortuna, solo circa l'1% dei bambini che sono infettati dal virus finiscono in ospedalee lo 0,01% muore, secondo i dati dell'American Academy of Pediatrics. Ma il numero di ricoveri di bambini sta crescendo nelle ultime settimane. Dal 31 luglio al 6 agosto, 216 bambini sono stati ricoverati in media quotidianamente negli Stati Uniti. Durante il picco della pandemia a inizio gennaio erano 217.

La responsabile di tutto ciò è appunto la variante Delta, altamente contagiosa e che sembra "fermarsi" solo davanti al ciclo vaccinale completo. E i giovani sono attualmente la popolazione meno vaccinata (attualmente non vengono vaccinati soggetti al di sotto dei 12 anni).

Per quanto riguarda Florida e Louisiana, due degli Stati meno immunizzati, qui i casi di bambini positivi sono più elevati, rispetto ad altre regioni - come quelle nordorientali - dove i tassi di vaccinazione sono invece molto alti. Di quei 93.824 casi di Covid tra i bambini registrati la scorsa settimana negli Stati Uniti, quasi 20.000 erano in Florida, lo Stato che ha anche il più alto numero di ricoveri di minori nel Paese: 172 al momento.

La variante Delta è più contagiosa per i bambini?

La vera domanda ora è se questo aumento di casi tra i bambini sia una conseguenza del fatto che la mutazione del virus che circola maggiormente sia più pericolosa o meno. "È troppo presto per dirlo", avverte Bernhard Wiedermann, specialista in malattie infettive all'ospedale pediatrico di Washington. "Ci vorrà tempo e la raccolta di dati in più siti per scoprire se la variante Delta è più virulenta nei bambini rispetto ai ceppi precedenti del virus".

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) smentisce categoricamente il fatto che la variante Delta possa essere più virulenta nelle persone più giovani: "Permettetemi di essere molto chiara: non osserviamo che la variante Delta colpisca in modo più particolare i bambini. Il tasso di incidenza è in aumento in tutti i gruppi di età", ha spiegato Maria Van Kerkhove, capo del team tecnico anti Covid dell'Oms.

Una cosa però è certa: il fatto che i minori non siano vaccinati porta il virus a infettarli maggiormente rispetto agli adulti, nei quali una parte crescente della popolazione è immune.

Il ritorno a scuola

Con il numero di casi che hanno superato quelli registrati durante l'epidemia estiva di un anno fa, il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) raccomanda che studenti, insegnanti e personale scolastico indossino le mascherine, durante l'imminente ritorno sui banchi di scuola, che siano vaccinati o meno.

Proprio la riapertura della scuole causa ancor più preoccupazione nei genitori e alimenta altresì le polemiche, in Stati come la Florida, dove alcuni istituti scolastici hanno annunciato che "sfideranno" il governatore Ron DeSantis. Qualche giorno fa il governatore repubblicano - visto da molti come il vero erede di Donald Trump - aveva firmato un decreto che rendeva "un optional" l'uso della mascherina a scuola. Minacciando di tagliare i finanziamenti a quegli istituti che l'avrebbero invece reso obbligatorio.

"I genitori sono lasciati in una situazione impossibile, dovendo scegliere tra la salute dei propri figli, la loro vita e il loro ritorno a scuola", hanno protestato i genitori di alcuni bambini disabili, in una denuncia presentata venerdì contro la decisione di DeSantis.

Secondo il dottor Mobeen Rathore, specialista in malattie infettive nei bambini a Jacksonville (Florida) minimizzare i rischi nei bambini più piccoli è stato un errore. I bambini "si ammalano, vengono ricoverati" e alcuni muoiono per il Covid, ha detto il medico, che ritiene sia necessario l'obbligo di indossare mascherine nelle scuole.

Non solo Stati Uniti

Anche nel Regno Unito, il numero di bambini ricoverati per Covid è aumentato, a giugno e luglio. Alla fine del mese scorso, negli ospedali britannici venivano ricoverati più di 300 bambini a settimana. Un livello mai raggiunto in precedenza.

In Francia, nelle regioni più colpite da questa quarta ondata, il numero di bambini ricoverati ha raggiunto livelli record. È il caso dell'Occitania, dove nelle ultime quattro settimane sono stati ricoverati più bambini che in qualsiasi momento dall'inizio della pandemia.

Casi di bambini positivi che hanno avuto bisogno di cure ospedaliere (a volte anche di terapia intensiva) si sono registrati nelle ultime settimane anche in Italia.