Tokyo 2020, la beffa dei nuotatori polacchi richiamati a Varsavia

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Olimpiadi di Tokyo, la disavventura dei nuotatori polacchi: in 6 costretti a rientrare a casa per un errore della Federazione di nuoto

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Dove non arriva il Covid, può la burocrazia. Ed è quella a mandare in frantumi il sogno olimpico di 6 nuotatori del team polacco. Appena sbarcati a Tokyo, gli atleti sono stati infatti costretti a staccare un biglietto di ritorno immediato. Colpa della Federazione polacca di nuoto, che per un errore amministrativo aveva selezionato troppi atleti per i Giochi.

"Sono triste, mi dispiace, sono arrabbiata, è una sensazione di impotenza. Questi sentimenti sono indescrivibili. Non è qualcosa su cui abbiamo lavorato solo per poche settimane o mesi prima delle Olimpiadi. Ci sono stati anni e anni di sacrificio e duro lavoro", dice Alicja Tchórz, campionessa europea 2019 di staffetta 4x50m medley.

Lo sfortunato gruppo - tutti nuotatori di staffetta - ha dunque fatto immediatamente rientro a Varsavia. Tutti hanno firmato una lettera aperta, chiedendo le dimissioni dei vertici della Federazione di nuoto.

"Il presidente della Federazione polacca di nuoto ha pubblicato una dichiarazione questa mattina. L'abbiamo letta. Si è scusato e si è preso la responsabilità, ma probabilmente è un po' troppo tardi. Secondo me, è il momento di cambiare", commenta Jan Holub, campione europeo 2018 di staffetta 4x100 stile libero.

Il presidente della Federazione ha detto di comprendere la rabbia di coloro che sono tornati a casa. "Esprimo grande rammarico per la situazione - ha commentato Pawel Slominski in una nota -. Non sarebbe dovuto succedere e la reazione dei nuotatoriper me è comprensibile e giustificata.

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