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BCE: persi 3 milioni di posti di lavoro. Più colpiti gli uomini che le donne

Di Debora Gandini
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Banca centrale europea
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Mentre le aziende cercano di ripartire dopo le chiusure dovute alla pandemia si tirano le somme. Secondo un rapporto della Banca centrale europea, lo scorso anno gli uomini sono stati i più colpiti. Oltre il 60% dei posti di lavoro persi riguarda proprio l’universo maschile. Dal quarto trimestre del 2019 al quarto trimestre del 2020, nella zona euro si sono registrati 3 milioni di lavoratori in meno.

Nel quarto trimestre del 2020 le persone occupate erano 188,7 milioni, pari al 72,6% della popolazione totale dell'UE di età compresa tra 20 e 64 anni, rispetto ai 191,4 milioni (73,2%) del quarto trimestre del 2019, facendo quindi registrare un calo complessivo dello 0,6%.

Settori più colpiti: commercio, trasporti e attività ricreative

Le perdite maggiori si sono concentrate principalmente nei settori del commercio all'ingrosso, al dettaglio e nel settore dei trasporti per gli uomini. Nei settori delle attività ricreative e dei servizi personali per le donne. Secondo la BCE si stima che siano circa 1 milioni e 900 gli uomini che hanno perso definitivamente il loro impiego, 1 milione e due mila le donne.

Anche se a subire maggiormente i colpi del Covid-19 è stato l’universo femminile, ora sarebbe proprio il gentil sesso quello più avvantaggiato nella ripresa. Specie per chi lavora nel settore della pubblica amministrazione.

Quasi tutti gli Stati membri dell'Unione europea, ad eccezione di Polonia, Lussemburgo, Malta e Grecia, hanno registrato una diminuzione dei loro tassi di occupazione, con un calo di oltre 2 punti percentuali registrato in Spagna, Estonia e Lituania. Per quanto riguarda l’Italia il calo del tasso di occupazione registrato da Eurostat nel periodo è stato complessivamente dello 0,9%. Siamo infatti passati da un tasso del 63,8% al 62,9%. Anche in Italia la perdita di posti di lavoro è stata più marcata tra gli uomini che segnano un – 1,1% rispetto a un – 0,7% delle donne.