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Pirati e Unione Europea

Di Alberto De Filippis
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Pirati e Unione Europea
Diritti d'autore  PHILIPPE HUGUEN/AFP
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Gli attacchi informatici si sono moltiplicati. Termini come ransomware, phishing, ciberbullismo sono ormai diventati di uso comune e anche lo spionaggio industriale è sempre più tecnologico.

Per difendere l'Europa ci sono state alcune proposte come la creazione di uno scudo digitale europeo ed Emmanuel Macron afferma che i dati delle aziende europee devono rimanere sui server europei. Ma è davvero possibile?

Secondo alcuni analisti questo progetto potrebbe essere rallentato in Europa dove non ci sono colossi tecnologici come Google o Alibaba perché ciò potrebbe violare la lotta dell'UE contro i monopoli. La mancanza di tali imprese rischia di lasciare l'Europa sulla scia di paesi più aggressivi come la Cina o gli Stati Uniti.

Miguel De Bruycker, amministratore delegato Centro per la sicurezza informatica Belgio: “In europa non abbiamo grandi aziende come Google, Amazon o Facebook che ci permettono di utilizzare tutti questi meravigliosi servizi internet e per il momento stiamo usando aziende statunitensi ma cambierà in futuro. Come se la caverà a livello europeo questa è la domanda”.

La tecnologia avanza rapidissima e i legislatori ci provno a stare al passo con i cambiamenti. Anche i cittadini dovrebbero fare l a loro parte accettando di rinunciare all'anonimato in cambio di una maggiore sicurezza. La Commissione Europea ha proposto di creare un'Identità Digitale Europea, ma sarà difficile realizzarla.

Miguel De Bruycker. amministratore delegato Centro per la sicurezza informatica Belgio: "Dovremmo implementare molti più livelli di sicurezza basati sull'identità digitale. Se voglio visitare un sito web come ricette per il barbecue, non mi interessa se il proprietario è sconosciuto. Ma se voglio lasciare la mia carta di credito o il mio dati su questo sito Web, preferisco un sito Web in cui il proprietario ha un certificato come un certificato di convalida estesa o un certificato di convalida estesa".

Il Parlamento europeo discute questa settimana sugli attacchi che sono stati perpetrati contro le istituzioni europee nel recente passato, come quello contro l'Agenzia europea per la medicina. La sicurezza informatica è anche una delle priorità della presidenza slovena, ma Bruxelles è da anni attenta alle minacce provenienti da Internet. Dal 2016.

Così Pilar del Castillo, deputata spagnola del PPE: "L'UE ha sviluppato una politica coerente, una politica che va sempre in una direzione, ovvero quella di facilitare una direzione comune per poter prevenire e rispondere a tali attacchi. Come fa l'Unione europea? Ad esempio, stabilendo un sistema di coordinamento dei centri di sicurezza in materia di attacchi informatici dislocati in tutti gli Stati membri. Entro pochi mesi approveremo per la prima volta un'unità congiunta per fronteggiare gli attacchi informatici".

Ci sarà anche un dibattito sugli abusi online questa settimana a Bruxelles per cercare di calmierar Internet, che dovrebbe smettere di essere una giungla.