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Danimarca, una legge per "esportare" i richiedenti asilo fuori dall'UE

Di Chantal Da Silva
Copenhagen, 15 settembre 2020: manifestazione di solidarietà con i migranti
Copenhagen, 15 settembre 2020: manifestazione di solidarietà con i migranti   -   Diritti d'autore  Emil Helms/AP
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Alla fine, i sospetti di molti analisti e attivisti per i diritti umani sembrano destinati a rivelarsi fondati.

Il parlamento danese ha appena approvato una legge che prevede di inviare i richiedenti asilo in paesi al di fuori dell'Europa per far esaminare i loro casi.

La legislazione - che è stata approvata giovedì con 70 voti contro 24 - è l'ultima misura anti-migrazione approvata in Danimarca e mira a scoraggiare i migranti dal mettere piede nel paese.

La legge, proposta dal governo socialdemocratico, introduce la facoltà di trasferire i richiedenti asilo in centri di detenzione in paesi partner, potenzialmente fuori dall'Europa. I loro casi verrebbero poi esaminati da quei paesi.

L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, UNHCR, ha messo in guardia contro "l'esportazione" del processo di asilo: secondo l'assistente dell'alto commissario Gillian Triggs, "tali pratiche minano i diritti di coloro che cercano sicurezza e protezione, li demonizzano e li puniscono e possono mettere a rischio le loro vite".

Giro di vite

L'approvazione del disegno di legge avviene nell'ambito di un diffuso giro di vite sull'immigrazione in Danimarca, dove le regole sono state progressivamente inasprite negli ultimi anni.

Il mese scorso, Copenaghen aveva firmato un memorandum d'intesa con il Ruanda su questioni di immigrazione e asilo, liquidando al contempo come "mera speculazione" il rischio paventato che i suoi richiedenti asilo potessero essere infine mandati nel paese africano.

Ma il memorandum stesso era chiaro sugli obiettivi a lungo termine della Danimarca.

"L'opinione del governo danese - si legge nel documento - è che il trattamento delle domande di asilo dovrebbe avvenire al di fuori dell'UE al fine di rompere la struttura di incentivi negativi dell'attuale sistema di asilo".

"Uno schiaffo in faccia"

Il portavoce globale dell'UNHCR Shabia Mantoo ha detto in una dichiarazione inviata a Euronews che l'agenzia "rimane fermamente contraria alle iniziative nazionali che trasferiscono forzatamente i richiedenti asilo in altri paesi e minano i principi della protezione internazionale dei rifugiati".

"L'UNHCR è molto delusa dal fatto che la Danimarca stia continuando a perseguire questa visione, nonostante le serie preoccupazioni che abbiamo sollevato", ha detto Mantoo.

"Continueremo a incoraggiare la Danimarca a costruire sulla sua partecipazione attiva nella cooperazione globale dei rifugiati e ad aiutare a trovare soluzioni europee comuni alle sfide che l'Europa deve affrontare sia in termini di accoglienza che di protezione dei rifugiati".

In un'intervista con Euronews, Bill Frelick, direttore della divisione per i diritti dei rifugiati e dei migranti di Human Rights Watch, ha detto che il passaggio della legge è stato uno "schiaffo in faccia" ai governi che hanno accettato di "condividere maggiori responsabilità" nell'ambito del Global Compact sui rifugiati dell'UNHCR.

Bollando il passaggio della legge come un "passo indietro" negli sforzi internazionali per proteggere i diritti dei rifugiati", Frelick ha detto che rappresenta anche una "sottrazione di responsabilità".

"Quando si mandano le persone in un paese terzo - ha illustrato il direttore - ciò che si sta essenzialmente facendo è prendere un diritto legale e renderlo una scelta politica discrezionale".

Charlotte Slente, segretario generale del Consiglio danese per i rifugiati, ha condiviso questi sentimenti, affermando che "l'idea di esternalizzare la responsabilità di elaborare le richieste di asilo dei richiedenti è irresponsabile e manca di solidarietà".

"Abbiamo ripetutamente invitato i deputati danesi a respingere questo progetto di legge" ha spiegato. Modelli simili, come quello australiano o i cosiddetti 'hotspot' sulle isole greche, hanno comportato gravi incidenti di detenzione, aggressioni fisiche, lentezza delle procedure d'asilo, mancanza di accesso all'assistenza sanitaria e mancanza di accesso all'assistenza legale".

Slente ha aggiunto nella sua dichiarazione che non è chiaro come potrebbe essere amministrato un centro di accoglienza in un paese terzo, poiché la Danimarca ha la "responsabilità legale" di salvaguardare i diritti dei richiedenti asilo e dei rifugiati.

"È stata anche una delle nostre principali preoccupazioni riguardo al progetto di legge, che ora purtroppo è stato approvato senza un'adeguata considerazione", ha detto.

"Il fatto è che il parlamento ha votato un progetto di legge che apre la strada a un potenziale modello di trattamento dell'asilo che non esiste ancora e che, quindi, non sappiamo cosa comporti in realtà. Questo significa che il parlamento ha effettivamente votato alla cieca".

"Vergognosa abdicazione delle responsabilità"

L'Ufficio delle istituzioni europee di Amnesty International ha condannato la notizia su Twitter, definendo lo sviluppo una "grossolana e vergognosa abdicazione di responsabilità da parte dei politici danesi".

"La Danimarca, un paese ricco, non dovrebbe cercare di comprarsi una via d'uscita dagli inalienabili obblighi internazionali verso le persone in cerca di sicurezza", ha detto l'organizzazione.

Parlando con Euronews in un'intervista telefonica, la portavoce Lisa Blinkenberg ha aggiunto che Amnesty EU era "davvero delusa" dalla decisione di giovedì.

"L'intera idea che la Danimarca dica semplicemente 'no' ai suoi obblighi internazionali è davvero oltraggiosa, quindi oggi siamo davvero delusi", ha detto.

Blinkenberg ha detto che Amnesty EU condivide anche le preoccupazioni dell'UNHCR circa gli abusi sui diritti umani che l'invio di richiedenti asilo all'estero potrebbe comportare.

"Come può la Danimarca assicurare il rispetto dei diritti umani?", ha detto. "Non pensiamo che la Danimarca possa garantire che i diritti umani non saranno violati con questo processo".

La Danimarca, ha detto Blinkenberg, avrebbe un "obbligo" di monitorare le cure fornite ai richiedenti asilo e di determinare che i loro diritti siano protetti.

La portavoce si chiede dunque come il paese controllerà l'assistenza fornita ai richiedenti asilo e come la Danimarca sarà in grado di "assicurare che i richiedenti asilo abbiano accesso a un avvocato, a un sistema di reclami, a un medico" e ad altre risorse.

Responsabilità "non esportabili"

Nikolas Feith Tan, un ricercatore senior dell'_Istituto Danese per i Diritti Umani c_he si occupa di diritto dei rifugiati, ha detto a Euronews che, anche se la Danimarca va avanti con il suo piano di ospitare i richiedenti asilo fuori dai suoi confini, non può "esportare le sue responsabilità sui diritti umani".

"Ciò significa che anche se i richiedenti asilo e i rifugiati saranno trasferiti in un altro paese, la Danimarca avrà ancora una responsabilità per i loro diritti in quel paese terzo", ha detto. "Stiamo parlando di una responsabilità legale".

Tan ha aggiunto che se la Danimarca fallisse nella sua responsabilità di assicurare che chiunque venga trasferito in un altro paese non sia esposto a torture o trattamenti inumani, sarebbe "in violazione dei suoi obblighi internazionali" e potrebbe affrontare ripercussioni nei tribunali danesi o alla Corte europea dei diritti umani.

Mentre ha riconosciuto che trasferire i richiedenti asilo all'estero potrebbe non essere una violazione del diritto internazionale, ha detto che la politica, se attuata, rappresenterebbe "un cambiamento fondamentale nel modo in cui funziona il sistema di protezione internazionale".

"Fino ad ora, la protezione dei rifugiati è stata principalmente territoriale: se raggiungi la Danimarca, allora la Danimarca è responsabile sia di valutare se sei un rifugiato o meno che di concederti l'eventuale protezione".

La nuova legislazione, sottolinea, "ha spostato quell'idea di asilo territoriale".

Confrontando la legge con iniziative analoghe adottate altrove, Tan ha notato che nel caso australiano sono state diffuse denunce di "gravi violazioni dei diritti umani".

Più recentemente, negli Stati Uniti, l'amministrazione Trump ha trasferito i richiedenti asilo in Guatemala per la valutazione delle loro esigenze di protezione, un accordo che è stato poi interrotto dal presidente Joe Biden.

Altri in UE seguiranno l'esempio?

Perseguire un approccio simile all'immigrazione, ha detto Tan, è una mossa "rischiosa" per la Danimarca. Tuttavia, non crede che altri stati membri dell'UE seguiranno l'esempio.

"La Danimarca ha scelto di non partecipare a gran parte del sistema d'asilo previsto dal diritto comunitario. Quindi, il fatto che possa farlo non significa che altri paesi dell'UE la seguiranno".