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Biennale di Architettura per curare il mondo

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Venezia
Venezia   -   Diritti d'autore  AP Photo
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Dopo mesi di blocchi e restrizioni Venezia schiude le quinte della sua attesissima diciassettesima Biennale di Architettura. La luce verde dell'ingresso potrà diventare rossa se troppa gente entra nel parco tematico di una delle grandi vetrine della più bella città lagunare del mondo. Ancora però c'è un senso di ansia per i destini della Terra sulla quale il grande evento s'interroga. L'ossessione della creazione delle forme non può più partorire oggetti contro natura.

Le parole d'ordine

"Urgenza" e "comunità" sono quindi i due termini che il demiurgo della biennale ha inserito nel concetto strategico, quell'architetto di origini libanesi che si chiama Hashim Sarkis. "Se affrontiamo la questione della salute pubblica, in un certo senso stiamo beneficiando delle esperienze della pandemia, ma non solo dei virus, delle epidemie e delle pandemie, ma della salute pubblica in generale. La necessità di ripensare la nozione di bene comune, compresa la salute pubblica è primordiale". ha chiarito Sarkis all'inaugurazione per la stampa.

La Terra "ospedale da campo"

Ecco allora, fra i tanti, il padiglione "Ospedale del futuro", quasi macabra descrizione di letti di ospedale dai quali osservare il video che snocciola il futuro delle cure mediche del futuro.

La Biennale Architettura apre al pubblico da sabato 22 maggio, per diversi mesi tenterà di essere un termometro globale sul modo in cui siamo in grado di continuare a pensare il mondo e l'architettura globale.