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Turismo europeo, il rilancio dipende dal certificato verde digitale

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Turismo europeo, il rilancio dipende dal certificato verde digitale
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Con 27 milioni di persone impiegate e circa il 10% del prodotto interno lordo dell'Unione europea, il turismo è uno dei settori più penalizzati dalla pandemia. Ma con le rigide misure di blocco che cominciano ad allentarsi in tutta Europa, l'industria dell'accoglienza è pronta a ripartire.

Per rendere i viaggi di piacere più sicuri e sostenibili, la strategia europea poggia sul certificato verde digitale, un carnet di informazioni su vaccinazione, test anti Covid, guarigioni.

Andreja Metelko-Zgombic, segretario di Stato croato per gli affari europei, si esprime positivamente: "Siamo incoraggiati dal fatto che i recenti sviluppi sono positivi e vediamo questo come un buon contributo alla graduale ripresa economica".

Ma non tutti i Paesi sono disposti ad aspettare la scadenza di metà giugno per il lancio del certificato vaccinale.

In Italia, il governo ha annunciato che da questo fine settimana il Paese potrà riaccogliere i turisti, purché abbiano un pass verde nazionale.

Sul Lago di Garda, dove 8 persone su 10 vivono di turismo, la notizia è stata accolta con favore.

"Siamo sulla stessa barca. Come quando succede un incidente di Formula 1 e tutti si precipitano ad aiutare per poter andare avanti - dice lo chef, Emmanuele Santelli - Per quel che mi riguarda, voglio solo cercare di riprendere il lavoro il più velocemente possibile".

Marco Pennisi, direttore d'albergo, sottolinea l'importanza di non sprecare l'opportunità: "Abbiamo avuto un'occasione unica. È importante coglierla. Dobbiamo essere molto bravi ad andare avanti".

Anche la Grecia sta lottando per rianimare il suo settore turistico: Il governo ha annunciato un'accelerazione al programma di vaccinazione per i residenti delle sue isole, self test gratuiti, apertura delle frontiere in vista dell'inizio della stagione. L'obiettivo è quello di garantire alle isole lo status Covid free.

Kallitsa Frangiskou, vice direttore dell'ospedale di Naxos, stima che "entro metà giugno la maggior parte dei residenti sarà vaccinata, e questo renderà l'isola una destinazione turistica sicura".

La Spagna cerca di accelerare la ripartenza: il Paese spera di contenere il calo di attività che, l'anno scorso, nei mesi tra luglio e settembre, aveva registrato il 79% dei visitatori in meno rispetto al 2019. Grandi speranze per il rilancio del comparto sono dunque riposte nel certificato verde europeo.