"Lunga Marcia" a picco sulla Terra ma gli Usa non lo abbattono

Razzo cinese Lunga Marcia
Razzo cinese Lunga Marcia Diritti d'autore AFP
Di Paolo Alberto Valenti
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Non è una novità: lo scorso anno un componente analogo dello stesso modello del più grande razzo cinese è andato in pezzi nell'impatto con l'atmosfera. I frammenti caddero sull'Africa occidentale senza gravi conseguenze

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Per la Cina il rischio di danni sulla Terra a causa della ricaduta dei detriti del suo razzo Lunga Marcia 5B lanciato il 29 aprile per mettere in orbita il primo modulo di una stazione spaziale orbitante "è estremamente basso".

Pechino rassicura

Lo assicura il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin. Lo spazio è diventato l'ultimo teatro delle grandi lotte di potere tra Cina e Stati Uniti. La Cina vuole avere una presenza umana permanente in orbita. La gran parte dei componenti di Lunga Marcia saranno distrutti dall'ablazione durante il rientro nell'atmosfera in un'area a cavallo dell'equatore del pianeta terra. Comunque la probabilità di causare danni alle attività o alle persone sarebbe estremamente basso, conferma Pechino.

Allarme dagli USA

L'allarme l'hanno lanciato gli Stati Uniti che hanno parlato di probabilità di schianto dei detriti nella notte fra sabato e domenica. "Non abbiamo un piano per abbattere il razzo. Siamo fiduciosi che atterrerà in un posto dove non farà male a nessuno, si spera nell'oceano o in luogo analogo" : ha detto il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin confermando che l'esercito Usa non ha intenzione di abbatterlo.

Il presidente cinese Xi Jinping ha molto elogiato la missione di Lunga Marcia definendola come fondamentale nella "costruzione di una grande nazione di scienza e tecnologia". Con il ritiro dalla Stazione Spaziale Internazionale (Iss), la Cina potrebbe diventare la sola grande potenza ad avere una stazione spaziale permanente ed esclusiva in orbita terrestre.

Un asteroide in agguato

Nel frattempo gli esperti di Nasa ed Esa si stanno preparando ad affrontare un finto asteroide distante 57 milioni di chilometri che ha il il 5% di probabilità di colpire la Terra intorno al 20 ottobre 2021.

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